ART FEATURE: SGUARDI INEDITI SU ARTISTI CONSOLIDATI ED EMERGENTI

Quest’anno ad Art Basel la sezione Feature era composta da 30 gallerie, sei più dell’anno scorso, provenienti da 13 paesi, a dimostrazione della crescente importanza che questa sezione ha all’interno della fiera. Le gallerie nell’allestimento dei loro spazi espositivi stimolano la curiosità del pubblico con precisi progetti curatoriali volti ad offrire sguardi, spesso inediti, degli artisti (o movimenti artistici) storici e contemporanei.

In un evento così volto all’aspetto economico come quello della fiera, sorge dunque un arcipelago formato da piccole isole dove l’attenzione per l’operazione artistica e la cura espositiva sono fondamentali per il coinvolgimento empatico del pubblico, pur senza dimenticare il fine ultimo della manifestazione.

Di questo avviso è anche Eloy Molanes Fernández della galleria Parra & Romero di Madrid che, per la prima partecipazione alla sezione Feature, ha presentato fotografie di Nancy Holt . La volontà di commemorare l’artista statunitense, venuta a mancare l’anno scorso, e l’influenza che le sue opere di “Land Art” hanno avuto su numerosi contemporanei (come la spagnola Lara Almarcegui rappresentata proprio da questa galleria) sono state le principali ragioni che hanno guidato questa esposizione. Le opere sono state vendute sia a collezionisti privati che a istituzioni pubbliche e il loro prezzo va dai 2.000 ai 125.000 $.

DSC_1354

La LEVY Galerie di Amburgo, anch’essa alla sua prima volta in Feature, ha scelto di celebrare gli 85 anni dell’artista svizzero Daniel Spoerri, esponente della “Eat Art”. Come spiega Lydia Ahrens le opere sono state disposte in ordine cronologico e il pubblico ha particolarmente apprezzato i suoi primi lavori. Le quotazioni si attestano tra i 12.000 e i 250.000 €.

DSC_1361

James Cohan Gallery di New York ha presentato un ritratto inusuale di John Cage che attraversa tutta la sua vita artistica. Laura Pianello, direttrice vendite della galleria, descrive con toni entusiastici l’interesse dimostrato dal pubblico nei confronti dell’esposizione in particolare per gli otto “plexigrams” di “Not wanting to say anything about Marcel” (1969), prima opera visuale dell’artista americano, e per i due quadri intitolati “River rocks and smoke” (1990).
La prima opera, valutata 250.000 $, ha suscitato l’interesse di tre istituzioni museali e, nella trattativa, verrà rispettata la volontà dell’artista di non venderle separatamente; i quadri, invece, vanno dai 175.000 ai 300.000 $.

_20150622_163749

La galerie frank elbaz di Parigi ormai da cinque anni pone l’accento sull’arte dell’Est Europa diventando un vero e proprio punto di riferimento sull’argomento. La decisione di portare Mladen Stilinović, come spiega Danka Sosic, è dovuta all’importanza che questo artista ha avuto nel panorama artistico degli anni ’60 e ’70 e per l’attenzione che, da qualche anno a questa parte, molti musei stanno ponendo su quest’area geografica producendo un deciso aumento delle quotazioni. Gli acquirenti sono sia privati che pubblici e le sue opere sono valutate tra i 5.000 € di “Dead Bureaucracy” (1980) e i 120.000 di “Bol/Pain” (1990).

DSC_1355

Paul J. van Rosmalen, della Borzo modern e contemporary art di Amsterdam, spiega che la scelta dell’architetto Constant – in particolare dei suoi lavori tra 1956 e il 1976 – è stata guidata dal forte sentimento empatico che i Paesi Bassi provano nei confronti degli artisti locali. La poetica che sta alle spalle di “New Babylon” è frutto della volontà dell’artista di creare una creare una città anti-capitalistica ed ecosostenibile. Egli sosteneva che questa città fosse già esistente ma che la popolazione mondiale non fosse pronta per questa realtà; per questa ragione si è fatto carico di rappresentarla fisicamente e “this is how it might look”. Le opere sono le più varie: disegni, progetti, installazioni, modelli plastici. Le loro quotazioni vanno da 40.000 a 400.000€.

DSC_1363

Unico artista africano presente nella sezione è Georges Adéagbo, rappresentato dalla galleria Wien Lukatsch di Berlino. Nello spazio espositivo è stata ricostruita una stanza dove l’artista ha distribuito oggetti della quotidianità a testimonianza del suo impegno politico e sociale. Wilma Lukatsch si ritiene molto soddisfatta anche se l’opera, valutata 100.000 €, è rimasta invenduta. Il suo obiettivo era quello di porre l’attenzione sull’arte africana di cui “ancora si parla troppo poco” e in particolare sul lavoro di Adéagbo.

Tocca un tema di grande attualità Braverman Gallery di Tel Aviv, per la prima volta a Feature, con “Ishmael” un’installazione video presentata su quattro schermi dell’artista ebrea Nira Pereg. L’opera racconta la difficile convivenza tra musulmani e ebrei nel luogo sacro per entrambe le religioni chiamato Cava dei Patriarchi a Hebron.
Il punto di vista è quello del muezzin mussulmano che, a causa della particolare costruzione dell’edifico, cinque volte al giorno per raccogliere in preghiera i fedeli è costretto ad attraversare la sinagoga scortato dalla milizia locale. Il video ha toccato fortemente la sensibilità del pubblico ed è attualmente in fase di contrattazione con tre fondazioni, motivo per cui non è possibile divulgare la quotazione di mercato.

 

Nicola Battistin

 

Feature image Georges Adéagbo, “Les artistes et l’écriture”..! 2014

Nency Holt, “Trial Marker” 1969

Daniel Spoerri, “Sevilla serie Nr.3: Fondue-Essen” 1991 e “Faux tableau pièges,2008”

John Cage, “Not wanting to say anything about Marcel” 1969 (detail)

Mladen Stilinović, “Bol/Pain” 1990

Constant, “Infinite line” 1958

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...