Art Basel 2015- L’ascesa delle gallerie scandinave

Gunnel Wåhlstrand, Wave

La 46a edizione di Art Basel 2015 ha visto la partecipazione di otto gallerie provenienti da un mercato oramai non più emergente, quello dei Paesi Scandinavi, collocato nel panorama internazionale da anni. Un mercato relativamente giovane che vanta talenti propositivi e dinamici oltre che professionalmente dotati. Da un’analisi generale ottimi sono stati i risultati registrati quest’anno, con un leggero incremento delle vendite rispetto alla scorsa edizione ed una discreta diminuzione di collezionisti asiatici da quanto emerso da alcune interviste.A conferma di questo successo, la vendita, a circa mezz’ora dall’apertura, delle due opere, presso la galleria di Stoccolma Andréhn- Shiptjenko dell’artista, egli stesso svedese, Gunnel Wåhlstrand, con il titolorispettivamente “Wave” e “Lupins”, entrambe un inchiostro acquerellato su carta.Ad Art Basel 2015 sette sono state le gallerie scandinave nella sezione Galleries, tutte già partecipanti da annialla fiera.

Dalle interviste si è delineato come il mercato contemporaneo nordico non risenta della sua giovane età, ma si sia perfettamente inserito: «in un contesto internazionale e globalizzato, sia dal punto di vista dei collezionisti che degli artisti presenti nelle gallerie» afferma Atle Gerhardsen, direttore della galleria Gerhardsen Gerner. La sua galleria ha promosso quest’anno non solo artisti scandinavi quali Per Inge Bjørlo e Jan Christensen ma anche nomi europei e americani quali Magnus Plessen, Georg Herold, Parra for Cuva, Trashlagoon, Julian Opie, James White e Carroll Dunham. Qui l’opera più importante è stata venduta a circa 150mila euro.

Magnus Plessen, Untitled

Magnus Plessen, Untitled

Stesso spirito internazionale hanno mostrato la galleria Nordenhake con la norvegese Ann Endholm e gli americani John Zurier, Spencer Finch e Helen Mirra, e la Standard (Oslo). Qui oltre allo scandinavo Kim Hiorthøy troviamo artisti europei e non solo come Michaela Meise, Emily Wardill e Oscar Tuazon, dove il range price oscillava fra 3mila e 125mila euro. La Standard spiega che l’internazionalità degli scandinavi è una necessità imprescindibile al mercato dell’arte odierno: «raramente i collezionisti si recano a Oslo per comprare e diventa essenziale partecipare a vetrine contemporanee di rilievo quali Art Basel Basel, Art Basel Miami Beach ed Honk- Kong, Frieze, Art Contemporary Los Angeles e tante altre ». Fornisce dati efficaci alla base di questa tesi, indicando com il 60% dei collezionisti che si rivolgono al mercato nordico siano americani e solo il 3% scandinavi. Diventa fondamentale, quindi, imporsi nel mercato globale inserendo una propria sede nei maggiori centri culturali europei: è il caso delle gallerie Andréhn- Shiptjenko, Gerhardsen Gerner, Nordenhake e Niels Borch Jensen con sede anche a Berlino per essere più vicini ai collezionisti internazionali. Ciononostante, presenti ad Art Basel vi sono state gallerie come la Nils Stærk, la Nicolai Wallner e la i8 che pur con sede unica sul territorio scandinavo contano artisti e visibilità di calibro internazionale quali rispettivamente Oscar Terrazas, Dario Escobar e Josè Dávila; Chris Johanson, Daniel Buren; Janice Kerbel e Ignacio

Matt Saunders, Landscape I (swamp)

Una piccola critica viene, invece, fornita dal direttore della galleria Niels Borch Jensen, Lone Weigelt, che indica una leggera ma rilevante diminuzione nella propria visibilità e di riflesso delle vendite avendo aderito quest’anno alla sezione Edition. Egli è anche direttore della Niels Borch Jensen Gallery and Editions, la quale propone di portare artisti emergenti e non a lavorare con supporti di stampa per produrre opere d’arte. Propone uno scenario multietnico con Matt Saunders, Carsten Höller, Tacita Dean, Arturo Herrera, Tal R e Danh Vo. Qui l’opera più costosa si aggira intorno ai 300mila euro. Inoltre, spiega che «la maggior parte dei collezionisti fieristici è interessata ad artisti con un mercato stabile dunque un investimento sicuro ». Ciononostante per la promozione dei suoi artisti partecipa a fiere quali  Frieze Londra e New- York , Art Cologne e la IFPDA sempre a New York.

In definitiva stiamo assistendo ad una netta ascesa del mercato scandinavo il quale si fa sempre più largo in una scena dove globalizzazione ed internazionalità sono le parole chiave.

Manuela Lombardo 

 

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