ART BASEL 2015, ART FEATURE E L’ESTETICA DEL CORPO

Nell’ultima edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea di Basilea (18-21 giugno) la sezione Art Feature ha ospitato trenta gallerie, caratterizzate dall’attenzione all’esposizione e dal taglio curatoriale degli stand. Diverse gallerie hanno portato degli artisti che affrontano nelle loro opere il tema del corpo, o che lo usano come strumento di produzione artistica, scelta che si è rilevata vincente in termini di vendite.

Alcune gallerie hanno deciso di portare artisti già storicizzati, in modo da presentare un ciclo di lavoro già concluso.

Ulay: Retouching Bruises

La galleria MOT International di Londra ha presentato “Ulay: Retouching Bruises”, un lavoro unico composto da cento scatti in formato polaroid, risalenti alla sperimentazione dell’artista tedesco sulla metà degli anni settanta, che indagano il rapporto tra maschile e femminile mostrando il corpo quale elemento di confronto. L’opera è stata venduta a un’istituzione privata, ma il prezzo rimane però riservato.

Un altro artista ormai storicizzato, nonché figura cardine della performing art, è Vito Acconci. Greider contemporary, galleria di Zurigo, ha presentato cinque opere relative alla prima produzione dell’artista – tra cui l’ormai famoso “Following piece” – in dialogo con due modelli, che rappresentano le prime sperimentazione dell’artista nel campo del design e dell’architettura, risalenti al 1990, aree a cui di lì a poco si sarebbe dedicato completamente. Entrambe le tipologie di lavoro sono state vendute, sia a istituzioni pubbliche che a collezionisti privati, con prezzi che si aggirano intorno ai 120.000 euro per le opere degli anni settanta e intorno ai 75.000 euro per i modelli.

Vito Acconci: Following Piece

La galleria Kadel Willborn di Düsseldorf ha invece presentato il lavoro di Ketty La Rocca, figura femminile fondamentale degli anni sessanta e settanta, che ha indagato il rapporto tra uomo e donna in maniera più concettuale rispetto alle sue colleghe di quegli anni; il suo lavoro si basa sul rifiuto del linguaggio tradizionale, poiché codificato unicamente dagli uomini, e sulla sperimentazione di nuove forme di comunicazione e confronto tramite un linguaggio gestuale. La galleria si è detta soddisfatta del responso del pubblico, sia quello completamente nuovo all’artista, che dei molti che la conoscevano solo di nome. Anche il riscontro economico si è rivelato buono, con una maggioranza di acquisti da parte d’istituzioni pubbliche rispetto ai collezionisti privati, le vendite si sono aggirate tra i 2.000 e i 4.000 euro per opera.

Ketty La Rocca: Il mio lavoro

Ketty La Rocca: Il mio lavoro

Altre gallerie, invece, hanno preferito puntare su artisti strettamente contemporanei, che stanno ancora sviluppando la propria ricerca artistica.

Teresa Burga: Perfil de la Mujer Peruana / Objeto-Estructura-Informe Antropométrico

Teresa Burga: Perfil de la Mujer Peruana / Objeto-Estructura-Informe Antropométrico

La galleria Barbara Thumm di Berlino ha presentato una serie di lavori di Teresa Burga, dai pezzi più concettuali degli anni sessanta ai lavori contemporanei, realizzati dopo il 2010. Sono stati esposti in stand i lavori più svariati: dai disegni ai quadri, fino ad arrivare all’istallazione “Perfil de la Mujer Peruana / Objeto-Estructura-Informe Antropométrico”. Il periodo d’oro dell’artista, recentemente in mostra alla Biennale di Venezia e alla Tate Gallery, è stato confermato dalle vendite, le opere sono state quasi tutte vendute con prezzi che vanno dai 40.000 euro per i disegni fino ad arrivare agli 80.000 euro per le opere più grandi.

Un’altra artista fondamentale del panorama contemporanea, Judith Bernstein, è stata la protagonista dello stand della galleria Karma International di Zurigo, in cui “HORIZONTAL”, una grande opera che occupava un’intera parete dello spazio, realizzata in occasione della fiera, era messa in dialogo con opere che spaziavano alla produzione degli anni sessanta a quella contemporanea. La fascia di prezzo dei lavori si colloca tra i 18.000 e i 75.000 dollari.

Judith Bernstein

Judith Bernstein

Infine, la galleria Susanne Vielmetter Los Angeles Project, con sede a Culver City in California, ha presentato “Courtroom Drawings (Steubenville Rape Case, Text Messages Entered As Evidence, 2013)”, un lavoro monumentale dell’artista americana Andrea Bowers, che consisteva in un’istallazione che copriva tutte le pareti dello stand della galleria, con delle lastre di diverse sfumature di blu. Il lavoro, molto forte, affronta il tema dello stupro e dell’omertà – primariamente americana nella visione dell’artista – con cui l’argomento è affrontato nelle piccole realtà cittadine. L’opera è stata venduta a un collezionista americano per 180.000 dollari, mentre i disegni a matita, realizzati sempre all’interno dello stesso progetto, sono stati venduti tra i 30.000 e i 36.000 dollari ancora una volta a collezionisti privati.

Andrea Bowers: Courtroom Drawings (Steubenville Rape Case, Text Messages Entered As Evidence, 2013)

Andrea Bowers: Courtroom Drawings (Steubenville Rape Case, Text Messages Entered As Evidence, 2013)

Sara Cattaneo // about.me

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