Dubai, Cina e USA a Statements: le gallerie emergenti ad Art Basel 2015

Per la 46esima edizione di Art Basel, quest’anno Statements ha ospitato sedici gallerie, di cui otto hanno fatto il loro primo ingresso alla fiera: oltre ad alcune nuove europee, diverse gallerie americane, una cinese e due gallerie di Dubai hanno esposto per la prima volta.

Ogni galleria ha presentato un artista emergente, e come ogni anno, due artisti si sono aggiudicati il Baloise Art Prize. I vincitori di quest’anno sono Beatrice Gibson (Laura Bartlett Gallery, London) e Mathieu Klebeye Abonnenc (Marcelle Alix, Paris). Tra le americane, la maggior parte è composta da gallerie newyorkesi: Bureau espone una serie di pitture di Julia Rommel; James Fuentes presenta uno spazio curato da Amalia Ulman; Wallspace presenta “Not easy being green” di Nancy Lupo, un’installazione che indaga sul verde come colore, etica, supplemento alimentare.statements_wallspace2

JTT fa il suo ingresso in scena con la video art di Borna Sammak, che compone, usando immagini prese dai media, collage digitali proiettati su grandi schermi, ove si sovrappongono frammenti di fotogrammi in un intervallo ripetuto di 15 secondi: l’unico limite formale alla composizione è il tempo. Le tre installazioni sono state vendute a 25.000 dollari l’uno.

statements_JTT

Riguardo la scelta degli artisti presentati, la galleria dichiara “Scegliamo i nostri artisti in base alle fiere, ma solitamente sono scelte dettate dal nostro gusto e non da analisi di mercato, siamo attivi da tre anni e abbiamo partecipato a NADA Miami, siamo stati ad Artissima e Miart, e abbiamo clienti tra il pubblico e il privato, americani ed europei.”

Unica da Los Angeles, Hannah Hoffmann espone “Sequence I e II” di Rey Akdogan, una composizione di oggetti legati all’edilizia e comunemente utilizzati in ambienti industriali e di servizio, quali una tenda ondulata in PVC, una serie di travi a doppia T coperte da un pannello in vinile bianco e su queste un neon ad esaltare la composizione.

statements_hannah hoffman

“Siamo soddisfatti del nostro primo show a Statements, siamo già stati ad Unlimited e quest’anno ci siamo tornati con un’opera site-specific dell’artista Sam Falls.”

Lo spazio di fronte espone un artista cinese, Zhao Zhao, presentato da Platform China, galleria con base a Pechino e Hong Kong.
L’artista, allievo di Ai Weiwei, realizza una serie di dipinti ad olio di piccolo formato, quotati 11.000 € l’uno, e Untitled 2013, un’installazione di quasi quattro metri formata da quattro tavoli del periodo Ming impilati uno sull’altro, connessi tra loro da barre di acciaio, viti, corde, travi di legno.
Con questo gesto l’artista ha voluto ridare vita ad oggetti che hanno perso la loro funzione, ma narrano una storia, coniugandoli con materiali del nostro tempo. Il tavolo rappresenta l’incontro, la convivialità.
L’opera è quotata intorno ai 110.000 €.

statements_platformchina2

Platform China promuove giovani artisti cinesi, ha partecipato a Liste per 5 anni, ad Art Basel Hong Kong 2015 e concorrerà per la prossima Art Basel Miami. “Abbiamo i maggiori contatti con collezionisti privati, provenienti da Cina, Taiwan, Hong Kong, Corea e Giappone ed Europa. La Cina ha una moltitudine di giovani artisti che vale la pena esportare per farli conoscere al resto del mondo.”

Infine compaiono due gallerie di Dubai, The Third Line con Abbas Akhavan, e Grey Noise, con la libanese Caline Aoun, attiva tra Londra e Beirut.
La sua opera “Remote Local” è un’installazione minimale basata sulla contrapposizione tra interno ed esterno, natura ed artificialità. Il primo è un calco su polpa di carta carbonata di una strada in asfalto, installato a parete, di fronte al quale stende un tappeto di circa 4000 aghi di pino in rame. L’altro è una stampa a getto di inchiostro su carta 149×110 cm su cui sono impressi svariati livelli di colore.
L’artista stabilisce un intimo dialogo con i materiali e gli strumenti usati, prima modellando e imprimendo la carta, poi osservando i getti, il tempo, il rumore meccanico della stampante.
“Roads” e “Pine Needles” sono andati venduti ad un museo americano.

“Abbiamo ricevuto un’ottima risposta dal pubblico, questo spazio silenzioso ed intimo gioca bene il suo contrasto con gli stand antistanti. Siamo stati tre volte a Liste, e contiamo di ripresentarci ad Art Basel 2016. In futuro pensiamo di espandere il nostro mercato in America, stiamo arrivando negli USA, e ci piacerebbe esplorare l’america latina.”

statements_grey noise

Laura Posadinu

images: https://www.artbasel.com/en/Press/BS-Statements

Advertisements

One thought on “Dubai, Cina e USA a Statements: le gallerie emergenti ad Art Basel 2015

  1. Pingback: IL BALOISE ART PRIZE 2015 VA A BEATRICE GIBSON E MATHIEU KLEYEBE ABONNENC | Master economia e management dell'arte e dei beni culturali

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...