Perché arte e management vanno di pari passo?

La cultura è uno dei prodotti attraverso cui l’uomo si esprime. Costruiamo modelli sociali ai quali adeguarci, essi cambiano di società in società e  nel corso del tempo si evolvono. Produciamo oggetti che diventano dei simboli, rappresentazioni materiali di ciò che siamo. Queste opere contribuiscono a costituire la nostra identità, sia in quanto singoli individui, sia in quanto individui appartenenti ad una determinata società. L’importanza della gestione dell’arte e dei beni culturali diventa, alla luce di ciò, sempre più fondamentale: in momenti di difficoltà economica e di crisi, infatti, l’ambito artistico e culturale è quello che per primo subisce forti contraccolpi.

Sul problema dei tagli alla cultura si era pronunciato l’ex direttore  musicale del Teatro alla Scala, Barenboim, nel 2010, durante la prima della “Valchiria” di Wagner.  Barenboim, in quell’occasione, aveva espresso la propria preoccupazione per il futuro della cultura in Italia ed in Europa, citando direttamente l’articolo 9 della Costituzione Italiana: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Sempre nel 2010 un altro caso preoccupante è stato quello del Teatro Carlo Felice di  Genova, che ha rischiato di chiudere proprio per la cattiva gestione dei fondi.

barenboimok

Attraverso la cattiva gestione dei beni culturali si crea un forte squilibrio  che non permette ai due ambiti, artistico e gestionale, di rimanere sullo  stesso piano. Si genera così,  un circolo vizioso in cui non solo non ci sono    le possibilità di favorire lo sviluppo dell’arte in tutte le sue declinazioni, ma  anche, a causa di questo mancato sviluppo, si rischia una perdita  d’interesse, di conoscenza e di identità. Queste dovrebbero essere, invece,  le qualità  basilari di una società solida e consapevole di sé. “La cultura è  un ornamento nella buona sorte ma un rifugio nell’avversa”, viene così citato Aristotele in “Vite dei filosofi” di Diogene Laerzio.

La possibilità di fruire e condividere la bellezza di un opera deve essere garantita a tutti.L’uomo ha bisogno di questo continuo scambio tra sé e ciò che produce. L’arte genera condivisione e socievolezza, questo genera vitalità e produzione di altre opere.Per questo ci vuole una certa attenzione, capacità ed  esperienza affinché il (buon) management vada di pari passo con l’arte.

 

Giulia Tini

Featured Image Credits:

http://www.ilcorrieremusicale.it/wp-content/uploads/2012/11/barenboimok.jpg

 

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