Perché arte e management vanno di pari passo?

Tra Arte e management c’è un legame imprescindibile e di interdipendenza.

Bisogna partire dalla considerazione dell’arte come un mezzo di comunicazione il cui senso viene negoziato continuamente da «una rete di individui la cui collaborazione, organizzata grazie alla condivisione di metodi convenzionali di fare le cose, produce quel genere di opere artistiche che dà il nome al mondo dell’arte stesso inteso come una rete consolidata di catene di cooperazione tra soggetti» (Becker ‘I mondi dell’arte’).

Di fatto il campo dell’arte, inteso come intellettualità collettiva composta da diversi modi di produzione e svariate modalità di espressione, è organizzato attraverso una distribuzione di funzioni e ruoli specifici (quali l’artista, il critico, il curatore, il pubblico) i quali attraverso una valutazione basata su determinati criteri agiscono in determinati dispositivi (musei, biennali, teatri, festival).

Il management, dunque, e le logiche di mercato consolidano l’interrelazione tra le diverse parti e ne costituiscono la conditio sine qua non: che non è da intendersi come il ridurre l’opera d’arte a pura merce ma, al contrario, farla conoscere e riconoscere in quanto tale e permettere uno sviluppo cosciente, organizzato e innovativo di ciò che chiamiamo ‘industria culturale’.

 

Valentina Negri

 

https://martebenicult.wordpress.com/studenti-2015-milano/

immagine: Gianni Motti, Money Box, 2009; http://artaddict.net/upload/large/1741_1.jpg

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