PERCHÈ ARTE E MANAGEMENT VANNO DI PARI PASSO

L’Italia, “il Bel Paese”, è riconosciuta in tutto il mondo per la grande ricchezza artistica e culturale che la caratterizza: quasi 5.000 siti culturali tra monumenti, musei e aree archeologiche, più di 46.000 beni architettonici vincolati, 34.000 luoghi di spettacolo, 49 siti Unesco (il 5% di quelli mondiali e l’11% di quelli europei), centinaia di festival e iniziative culturali.

Questa eredità rappresenta certamente il nostro passato ma troppo spesso si dimentica possa e debba rappresentare anche il nostro futuro, senza tralasciare il fatto che essere possessori di un immenso e unico patrimonio rimane una condizione necessaria ma non sufficiente per avere successo.

Il nostro patrimonio artistico e culturale è una risorsa chiave di identità per il Paese, da tutelare ma anche e soprattutto da valorizzare e comunicare. È qui che entrano in gioco gli strumenti propri del management: solo attraverso una sapiente integrazione tra arte e management sarà infatti possibile trasformare tale potenziale in un’importante fonte di sviluppo, innovazione e ricchezza.

Gli scenari economici e sociali, europei e mondiali, sono cambiati e stanno cambiando rapidamente e il settore deve essere in grado, al pari se non più di altri, di riconoscere e interpretare tali cambiamenti. Come? Utilizzando un approccio innovativo, caratterizzato da un certo grado di scientificità che al settore manca.

Si rende necessario per questo, oggi più che mai, il riconoscimento di un “mercato dell’arte e della cultura” e l’applicazione al settore di tecniche manageriali, gestionali, organizzative e di marketing per poter ottenere un utilizzo più efficiente delle risorse, raggiungere una certa stabilità finanziaria e una maggiore efficacia nella capacità di interpretare e soddisfare la domanda.

Lo sviluppo di una domanda consistente e di un’offerta concorrenziale, le nuove tecnologie di comunicazione, l’accresciuta mobilità, nuove normative, la problematica della scarsità di risorse sono solo alcuni dei principali fattori che richiedono al settore artistico e culturale un approccio sempre più market-oriented.

 

Francesca Tommasini

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