PERCHÉ ARTE E MANAGEMENT VANNO DI PARI PASSO?

Immaginiamo che sulla Terra esistano due Regni confinanti : Arte ed Economia.

Nel corso degli anni, si sono osservati: con curiosità’, con ammirazione, a volte con sospetto e anche con un po’ di invidia. Ma, da buoni vicini, hanno rispettato i propri confini rimanendo ognuno nei limiti del proprio territorio.

Ma cosa succede se il sistema politico governativo di uno dei due Regni entra in crisi? Succedeinevitabilmente che l’altro prova a conquistarlo.

Immaginiamo, ora, che ad un certo punto della nostra storia, inizi per Arte un periodo di grave indebolimento economico, grave come non è mai successo prima, tanto grave da non riuscire più’ né a produrre né a conservare il suo patrimonio artistico. Il Re di Arte deve compiere una scelta, andare in contro a morte certa portando con se tutto il suo popolo o chiedere aiuto al suo vicino Economia. Quest’ultima è da sempre il Regno più’ potente, ricco di industrie, di risorse naturali, capace di farle fruttare per trarne il maggior profitto possibile. Negli ultimi anni, il Regno di Arte ha iniziato ad interessare parecchio ad Economia, che vi ha visto un grosso potenziale economico inespresso, ma non ha mai avuto l’occasione di potersene impadronire.

Immaginiamo ora che al Sovrano di Arte non resti che offrire in sposa la sua unica figlia al figlio del Re di Economia. In fondo ne va del bene di un intero popolo, di un intero Stato. Con questa unione si estingue per sempre il rischio che l’immenso patrimonio del Regno Arte venga abbandonato, dimenticato,perso. Poco importa se la figlia del Re è stata sacrificata; probabilmente non importa neanche a lei, perché’,da oggi in poi, c’è il Regno di Economia. Ci penseranno loro ad aiutarla. E sono grandi festeggiamenti, per entrambi. Il Regno di Arte e il Regno di Economia sono finalmente una nuova grande e invincibile cosa sola : Lo Stato del Management ed Economia dei Beni culturali.

Immaginiamo ora che la futura Regina di Arte non riesca a dare un erede al futuro Re di Economia. Cosa ne sarebbe di questo sterile matrimonio senza amore?

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