50 rappresentazioni di Potere e di Pathos

Pochi giorni fa ho avuto il piacere di visitare la mostra organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze, dal titolo “Potere e Pathos. Bronzi del mondo ellenistico”.

Le rappresentazioni in bronzo del mondo antico meritano un’attenzione speciale per la preziosità e insieme la fragilità dello stesso materiale.
La produzione bronzea era molto cospicua in età classica ed ellenistica e quanto ci è pervenuto ne è solo un pallido eco. Questo soprattutto perché in epoche successive si è usato la maggior parte del patrimonio artistico in bronzo come materiale da rifusione, data l’enorme richiesta di metallo, ma anche per le difficoltà di conservazione che questo comporta; è quindi un privilegio poter visitare la raccolta esposta a Palazzo Strozzi, per la sua rarità e il suo valore unico.

Nata da una collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la National Gallery of Art di Washington e la Soprintendenza Archeologica della Toscana, la mostra permette una visione d’insieme di un gruppo di capolavori provenienti da collezioni museali di tutto il mondo.

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L’Arringatore nella sua usuale collocazione al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Attraverso la grande statuaria, posta quasi sempre in luoghi di rilievo politico e sociale, esponenti della società antica manifestavano la propria volontà di trasmettere potere e pathos.

La rassegna è divisa in sezioni tematiche, partendo dalla celebre statua dell’Arringatore, raffigurante Aule della gens dei Meteli, giunto fino al nostro tempo grazie alla passione per il collezionismo antiquario di Cosimo I de’Medici.

Una sezione apposita è dedicata ai “Ritratti”, che nell’ellenismo accentuano i caratteri fisiognomici dei personaggi sotto i riflettori dell’epoca; spiccano figure di condottieri famosi, tra cui un Diadoco di Alessandro Magno (forse Demetrio Poliorcete) e un Alessandro Magno su cavallo rampante, provenente da Pompei.

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Pugile Seduto dal Museo Nazionale Romano

Grande intensità espressiva e vivido realismo, autentica rappresentazione del significato della parola Pathos, è la celeberrima scultura del “Pugile seduto”, la cui sede abituale è Palazzo Massimo a Roma. I dettagli del corpo vengono ricreati dall’artista per quelli che sono, così come i traumi dovuti a un probabile incontro appena terminato: il naso rotto, le cicatrici, il sangue che fuoriesce dai numerosi tagli, tutto contribuisce ad accentuare la grande reazione emotiva provocata dall’espressione del viso e dallo sguardo.

Non potevano mancare le Divinità che grande peso hanno sempre avuto nelle manifestazioni artistiche dell’antichità:
Atena, Apollo, Eracle, Afrodite, Dioniso, con i loro attributi tipici, ma che in epoca ellenistica vengono sempre più umanizzati.

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Testa di Apollo dal Museo Archeologico di Salerno

 

 

 

 

 

Insomma, una full immersion nella bellezza, capace di ricordare a una laureata in archeologia perchè ha amato e continuerà ad amare il mondo antico.

 

Tanya Spasari

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-03-25/potere-e-pathos–firenze-50-bronzi-ellenistici-125117.shtml?uuid=ABQqz5ED

Featured Image credits  http://illuminations-edu.blogspot.it/2015/04/potere-e-pathos.html

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