Bologna, ora o in qualsiasi momento!

Chi vive in una città da molti anni, di solito, tende a non frequentare i luoghi troppo turistici, perchè preferisce posti meno affollati, dove andare senza che ci sia fila per entrare, o dove non vi sia troppo frastuono. Anch’io da buona bolognese non faccio eccezione.

Le volte in cui, invece, visito Bologna con occhi diversi è quando vengono a trovarmi degli amici, siano essi italiani o di altra nazionalità. In questi casi, mi calo nelle vesti di guida turistica, e cerco di mostrare loro la bellezza vera della città, sia attraverso aneddoti particolari, oppure portandoli in percorsi inusuali.

Bologna è conosciuta soprattutto per la sua buona cucina, tanto da essere denominata addirittura Bologna la Grassa. Certamente il cibo rappresenta un ottimo canale di richiamo verso questa città, ma non bisogna neppure sottovalutare la ricchezza storica che questa città possiede.

Fin dalle sue origini (534 a. c.) Bologna si è contraddistinta per il legame con le sue radici etrusche, di cui il nome Felsina, acquisendo solo successivamente con i Romani il nome di Bononia. Con l’età comunale la città assume una grande indipendenza nei confronti dei legati papali, tanto da sfidarne più volte l’autorità. E’ questo il periodo in cui l’arte bolognese raggiunge uno dei suoi apici: fra fine Trecento ed inizio Quattrocento prende maggiore definizione Piazza Maggiore, grazie al Palazzo dei Notai e a Palazzo Re Enzo, e sempre a cavallo fra i due secoli si inizia a costruire la basilica, San Petronio, grazie all’architetto Antonio di Vincenzo, mentre viene decorata da Giovanni da Modena a inizio Quattrocento la Cappella Bolognini, conosciuta anche come Cappella dei Magi.

Con  l’edificazione nel Cinquecento del portico definito Pavaglione, la piazza è stata poi racchiusa ulteriormente, alcune voci dicono per impedire che la basilica di San Petronio superasse in dimensioni quella di San Pietro a Roma.

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Un’altra meraviglia di questa parte della città è la Biblioteca dell’Archiginnasio, fino all’Ottocento sede di quella che è considerata l’università più antica del mondo, l’Alma Mater Studiorum, e in cui ha insegnato lo stesso Giosuè Carducci.

E come non prendere in considerazione quella che costituisce la caratteristica per eccellenza di Bologna: i suoi portici. Dal punto di vista urbanistico, infatti, i portici -ben 38 km di lunghezza solo nel centro storico, a cui si sommano quelli fuori porta, raggiungendo un totale di circa 53 km!- determinano tutta la struttura del centro della città, proseguendo fuori da Porta Saragozza e inerpicandosi dal Meloncello fino al santuario di San Luca.

Il colore rossiccio e caldo dei portici, così come delle case, si contrappone con grande equilibrio al verde dei Colli bolognesi che si intravede in lontananza, e lo si può apprezzare in pieno salendo su una delle due famose Torri, la Garisenda.

Le Due Torri, Garisenda e Asinelli, sono testimonianza medievale di una città che era conosciuta anche per il possesso di un grande numero di torri, simbolo di potere delle famiglie facoltose.

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Girando fra le vie adiacenti alla Piazza Grande risulta ancora possibile individuare alcuni resti di queste torri, fra cui la Torre Prendiparte, adibita ad eventi e dov’è possibile passare un’esperienza unica.

Tornando al discorso legato all’arte bolognese, per chi volesse entrare in contatto con i grandi pittori bolognesi di fine Cinquecento ed inizio Seicento quale occasione migliore se non visitare la Pinacoteca. Da Giotto a Raffaello e la sua celebre Estasi di Santa Cecilia, dai Carracci a Guido Reni, da Guercino al Parmigianino ecco che le opere parlano da sole di quella che è stata l’epoca più grandiosa della Felsina pittrice, come ci viene raccontato dal critico d’arte Malvasia.

L’elenco dei capolavori custoditi prosegue poi con Niccolò dell’Arca ed il suo Compianto sul Cristo Morto nella chiesa di Santa Maria della Vita, e il cui talento viene suggellato a San Domenico con la sua famosa Arca, con un angelo reggi-candela di mano dello stesso Michelangelo.

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La lista di monumenti fondamentali per la storia di Bologna (come Piazza Nettuno, con il Nettuno del Giambologna, oppure il Portico della chiesa di Santa Lucia, che custodisce una Madonna con il Bambino di Cimabue) potrebbe continuare ed essere approfondita, ma è forse giusto privarvi del piacere di vedere Bologna con i vostri occhi direttamente?!

A voi la scelta! Ora o in qualsiasi momento!

Ana Clemencia Venturi

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