Villa Adriana: quando la bellezza non basta

In quella che era l’antica Tibur, sulle pendici dei Monti Tiburtini, si nasconde la meravigliosa Villa Adriana, poco distante dal centro della città ma riconoscibile solo dopo aver percorso una stradina di campagna non troppo in vista. Quest’ultima, che dal 1999 è diventata patrimonio UNESCO, fu voluta dall’imperatore Adriano nel II secolo e da lui concepita come sua fastosa residenza, cosicché occupasse gran parte di una vasta zona ricca di fonti d’acqua.DSC_0574

La planimetria del sito mostra quella che era la complessità dell’intero edificio, suddiviso in più ambienti, tra cui: il Pecile, il Canòpo, il Palazzo, la Piazza d’Oro, il Teatro marittimo, le Terme, l’Antinoeion, la Sala dei Filosofi, il Teatro Greco.

È assolutamente impossibile non rimanere affascinati da alcune di queste strutture, una fra tutte il Canopo, area che evoca un braccio del fiume Nilo che congiungeva l’omonima città di Canopo (sede di un tempio dedicato a Serapide) con Alessandria.
La visita alla Villa, raggiungibile da Roma con un autobus COTRAL dalle metro della linea B Tiburtina o Ponte Mammolo, si configura come una continua scoperta, dove si rimane folgorati da scenari che diventano via via più suggestivi ed accattivanti.

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Tuttavia, nonostante tanta bellezza, non si può non notare la scarsa attenzione ad alcuni dettagli che renderebbero il percorso ancora più ricco e piacevole. Quello che colpisce è la mancanza di pannelli esplicativi adeguati, magari in più lingue; quelli presenti, oltre ad essere abbastanza datati e spesso lontani dai monumenti, presentano caratteri di scrittura decisamente piccoli, risultando così poco fruibili.

Allo stesso modo, una volta usciti, sarebbe bello trovare un’area di ristoro per rilassarsi dopo una visita che, durante i mesi più caldi, può risultare anche decisamente faticosa e spossante.

Sicuramente la meraviglia di un sito archeologico come Villa Adriana pone in secondo piano i punti di debolezza dell’intero complesso; tuttavia bisogna sempre ricordarsi che la cultura è ancora più invitante quando non solo è immediata e alla portata di tutti, ma soprattutto nel momento in cui è in grado di rispondere alle esigenze di un pubblico quanto più ampio e variegato possibile.

Maria Elveni

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photo credits: maria_elveni

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