Alla scoperta di una Villa Parco: Villa Torlonia!

Camminando per Roma, moltissimi sono i posti che possono sfuggire all’attenzione di un turista. La ragione principale ovviamente è che si tende a dare la prevalenza delle visite ai posti più conosciuti, ed in una città come la Città Eterna questa scelta può addirittura risultare ardua, dato il grande numero di possibilità a disposizione. Ma esistono itinerari altrettanto poco noti, che per chi ha una predilezione per l’antichità, la storia e la natura può trovare tutti in uno stesso luogo.

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Tale è il caso dei Musei di Villa Torlonia, con il giardino all’inglese che si apre sulla via Nomentana, con i laghetti, i viottoli serpentinati e il gusto pittoresco conferito dalle piante esotiche e dagli obelischi autocelebrativi.

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Pochi giorni fa ho avuto l’opportunità di immergermi in questa villa-parco, che racchiude al suo interno, quasi fosse uno scrigno, piccoli tesori che non possono non rallegrare l’anima dello spettatore. Sì, perchè il termine “spettatore” è il più adatto per esprimere come ciascuno di noi possa sentirsi totalmente partecipe in tale luogo, senza il frastuono delle macchine e senza la fretta che è solita caratterizzare ogni nostro giorno. Qui, per un attimo ci si può dimenticare della frenesia, del ritmo assediante della vita quotidiana, per respirare invece un’atmosfera nuova e stimolante. Villa Torlonia racchiude in sè tutti questi elementi: c’è chi si diletta con pic nic sull’erba, chi si mantiene in forma correndo in compagnia, o da solo, chi porta i propri bambini a giocare e gioca a sua volta. Questa non è la Roma invasa dai turisti, bensì la Roma dei romani, tanto da diventare parte integrante del quartiere  in cui è situato. Ma anche per colui che volesse fare il turista non ci sono limitazioni. Tutt’altro! Con un biglietto integrato di appena 8 euro si può avere accesso ai Musei di Villa Torlonia: il Casino Nobile, il Casino dei Principi e la Casa delle Civette. Villa Torlonia: la sua storia e il legame con Mussolini Le vicende storiche dei Musei di Villa Torlonia risalgono agli inizi dell’Ottocento, quando il celebre architetto Valadier dà al Casino Nobile, la sua chiara struttura neoclassica, mentre il bel pronao viene annesso tra 1835-40 da Giovan Battista Caretti. Quest’edificio comprende al suo interno statue appartenenti alla scuola del neoclassico Thorvaldsen e bozzetti in gesso del noto scultore Antonio Canova.

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Le sale del palazzo rifulgono per il loro splendore di materiali, ed in particolare la Stanza delle Muse ed il Salone delle feste colpiscono per la loro armonia di forme e di colori. Nessun dettaglio all’interno del museo è stato trascurato, tutto è curato fin nei minimi dettagli: dalle luci alla collocazione delle opere e all’attenzione per i loro supporti, così come all’attenzione per il turista straniero, che può trovare le didascalie scritte in inglese. Uno potrebbe pensare che quest’ultima nota sia una banalità, però in realtà non è così scontata! Al secondo piano invece è situato il Museo della Scuola Romana, con la collezione delle opere di quella corrente. Le vicende della villa sono legate ad uno dei periodi storici più controversi dell’Italia: quello di Benito Mussolini, che dal 1925 al 1943 l’aveva scelta come residenza, e in cui aveva fatto costruire addirittura un rifugio antigas ed un bunker anti-aereo, tutt’ora visitabili. Eppure, al di là di questa connessione con Mussolini, Villa Torlonia è riuscita ad uscire da questo oscuro passato, decidendo di aprire al pubblico i suoi giardini nel 1978. Bisogna infatti sottolineare come il restauro iniziato con l’apertura della Villa Parco abbia rivalorizzato l’intera area, dando nuova luce a questi spazi che adesso si integrano perfettamente fra di loro. Di questo recente restauro hanno sicuramente beneficiato il Casino dei Principi, che raccoglie al suo interno mostre temporanee, e soprattutto la Casina delle Civette. Il principe Torlonia che aveva la passione per le civette

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La Casina delle Civette è forse la residenza che più stupisce per il suo aspetto di castello medievale, con torrette,balconcini e scale che dialogano con le vetrate colorate, e che rappresentano l’attrazione principale di questo piccolo maniero. Pensata inizialmente dall’architetto Giuseppe Jappelli nel 1839 come Capanna Svizzera è stata successivamente trasformata in una magione eclettica, e deve il nome di Casina delle Civette alla presenza decorativa di questi animali, che erano una delle grandi passioni del principe Torlonia. E proprio per allontanarsi dall’ufficialità della contigua villa il principe Giovanni Torlonia aveva fatto costruire l’adiacente collina artificiale, al fine di preservare la propria privacy. DSC06568 Le vetrate policrome sono state eseguite da Cesare Picchiarini tra 1910 e 1925, e all’interno il museo conserva ancora la serie dei bozzetti e dei disegni preparatori per le vetrate. Inoltre, in una stanza al piano terra si può ammirare una bella installazione, con piccoli specchietti, oguno dei quali presenta una foglia di un albero e una parola, e che data la loro leggerezza si muovono esili nello spazio, sublimato dai raggi del sole e dai giochi creati dal vetro. Lo spazio è aperto al pubblico dal 1997.

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Infine, la cura del sito internet costituisce un utile strumento per chi cerca informazioni e per chi vuole acquistare i biglietti, così come per la prenotazione dei laboratori didattici, con pure l’opportunità di un virtual tour a 360° del Casino Nobile. Per chi volesse deviare quindi dai percorsi usuali, e volesse sperimentare qualcosa di nuovo, Villa Torlonia è indubbiamente una delle tappe da non perdersi!

Ana Venturi

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