Le pieghe dell’Arte

Il binomio arte – mercato è il frutto di un rapporto che è sempre esistito, sin da quando è nato il commercio, fra l’arte intesa come concetto unico, in grado di trasmettere emozioni, e prodotto artistico. Se ci si pensa, anche le antiche commissioni erano già di per sé una compra-vendita di beni artistici: l’artista eseguiva opere d’arte ricevendo più o meno lauti compensi da parte dei propri committenti. Pagare per avere arte è un fenomeno che spesso è giudicato immorale; si può voler dare un valore monetario a qualcosa che arriva a trasmettere emozioni talmente tanto potenti da smuovere persone da tutto il mondo per poterne godere anche solo per qualche minuto?

 

Ebbene, diciamo che ci sono opere che possiamo definire assolutamente inestimabili, ma che comunque hanno ricevuto un prezzo di acquisto. La bellezza di un’opera o la grandezza di un’idea sono concetti alti ed estremamente astratti, ma è innegabile che un artista per poter raggiungere livelli elevati, debba in qualche modo sopravvivere. Mi viene in mente un esempio di un artista grandioso quale Man Ray. Le sue rayografie, fotografie dada realizzate tramite il contatto diretto di oggetti con la carta impressionabile all’interno della camera oscura, sono meravigliosamente intessuti di inventiva, genio, libertà creativa. Per lui dovevano essere perle, il suo talento di fotografo sprigionato nella sua grande invenzione. Eppure dovette arrivare a eseguirli su commissione, svilendone quindi in parte l’unicità. Per continuare sulla scia dell’arte fotografica, Henri de Catrier-Bresson ha dovuto rinunciare al suo bianco e nero per il colore e accedere così al mercato e poter sopravvivere prima di diventare la leggenda vivente che è diventato successivamente.

Esempio rayografia di Man Ray

 

È molto complesso quindi analizzare questo rapporto, ma non si può far finta che non ci sia. L’arte è un bene particolare, il cui valore va al di là dell’aspetto materiale. È giusto considerarlo prodotto? È sano chiamarlo brand? L’importante è non perdere di vista l’obiettivo primario dell’arte: trasmettere emozioni e diventare cultura, cultura fruibile e necessaria all’identità dei popoli, ma anche dei singoli individui che in essa possano riconoscersi.

                                                                                                                                           Sofia Federici

 

photocredit: wikipedia.org

 

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