IL CROLLO DELL’ESTABLISHMENT: ARTE E MANAGEMENT SI PUÒ!

Notizia recente che ha fatto indignare il popolo italiano e non solo: il danneggiamento della Barcaccia da parte di un gruppo di tifosi della squadra di calcio del Feyenoord. Le immagini hanno fatto il giro del mondo, suscitando un deplorevole disprezzo nei confronti di “turisti” ignavi, senza alcuna passione per l’arte e la storia. L’episodio mi ha suggerito una riflessione sullo stato dell’arte in Italia e sulla sua cattiva gestione.

Certo, nessuno poteva pensare che un incontro calcistico contro gli “educati” olandesi potesse degenerare in comportamenti così violenti. La Barcaccia del Bernini, vanto dell’ingegno artistico, più volte “violentata” dalle barbarie umane è lo specchio dell’Italia descritta da Dante nella Divina Commedia“Nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincia, ma bordello!”. Ecco, lo stato dell’arte naviga in un sistema sociale indifferente, esposta a tagli di budget, personale, a scandali rovinosi come i crolli di Pompei o i furti nelle aree archeologiche. L’arte e il patrimonio culturale sono documenti tangibili per la comprensione delle vicende storiche e l’evoluzione sociale di un popolo. Ma forse i Nostri nocchieri puntano dritti verso il futuro dimenticandosi di un passato glorioso, che grazie ad opere artistiche come la Barcaccia ci ricorda ogni giorno chi siamo stati. Un popolo di artisti, intellettuali, architetti, navigatori,  che oggi stento a riconoscere.

Nella mia riflessione vi è forte l’esigenza di coniugare Arte e Management, fruizione e gestione oculata, asservimento alla condivisione e alla conservazione. Credo infatti, che per poter tutelare e rendere fruibile tale patrimonio che oggi, più che mai, rappresenta un’opportunità di crescita, anche economica, del nostro bel Paese, sia necessario un focus sulla gestione del settore artistico-culturale.

I concetti di Arte e Management, da sempre ritenuti inconciliabili, rappresentano invece un perfetto connubio, che richiede una decisa presa di coscienza da parte degli operatori economici ed istituzionali, che non possono voltarsi dall’altra parte, perdendo così l’occasione di innovare il settore artistico internazionale.

Agostina Lisi

photo: Agostina Lisi

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