Arte/management o arte & management?

Arte= cultura, storia dell’arte, archeologia, teoria, promozione e valorizzazione. Management= economia, pratica, esperienza, marketing, “budget”.

Prima di iniziare il master, era questa la mia personale visione.

Il mondo dell’arte si prefigurava come un mondo a sé, la cui massima espressione era data dai musei, e le cui immagini mi si presentavano o sotto forma di mostre a cui avevo partecipato, o tramite i manuali universitari.

Poi, d’improvviso, ecco che con il master mi si sono aperti veri e propri mondi sconosciuti. Quelle tematiche di cui avevo sentito parlare, o letto, se non per casualità, ora assumevano tinte proprie. Ecco allora che la mia ignoranza mi si è manifestata in tutta la sua chiarezza, ma devo dire che per fortuna assieme ad essa un’altra percezione prendeva corpo: la voglia di conoscere e di esplorare quelle realtà parallele.
Un elemento che mi è stato buttato addosso fin dagli inizi del master è che l’arte contemporanea si basa soprattutto sul mercato. Dove era quindi finito tutto quello che avevo studiato in precedenza?

La prima rivelazione brutale e allo stesso tempo scioccante, ha anche definito un’altra verità sostanziale: i pregiudizi che provenivano dal mondo universitario, che ancorati alla visione storico-artistica mi impedivano fino a quel momento di vedere l’arte da un altro punto di vista.
E così l’economia è entrata a far parte delle mie lezioni, così come le parole management e marketing. Ho imparato e sto apprendendo che l’arte deve rivolgersi a nuovi target di persone, e perciò deve ampliare il bacino delle sue utenze, coprendo più fasce possibili, che deve fidelizzare i clienti con strumenti innovativi, e che per attuare un’idea o un progetto bisogna sapere innanzi tutto se le risorse consentono di avere perlomeno un’uguaglianza fra i costi e i ricavi, e che esistono modi per ridurre le uscite e migliorare le entrate.

A questo punto è quasi diventato normale anche per me legare i due aspetti dell’arte e del management,come se vivessero in perfetta simbiosi e sintonia. Ciò che prima pareva solo visionario e lontano, adesso ha assunto una tangibilità che mai avrei immaginato,e noi come giovani sostenitori di questo recente binomio,arte & management,abbiamo la possibilità e il dovere di plasmarlo in un’unica forma.

Come afferma Garrera, per ciò che riguarda l’arte contemporanea, ma che può essere applicato anche al legame arte-,management: “bisogna essere assolutamente moderni”! Una delle ragioni che esplicano questa nuova prospettiva risiede nell’indubbia internazionalizzazione, che potrebbe rappresentare la nuova chiave rinnovatrice nel mondo museale italiano. Inoltre, grazie ad un maggiore attenzione verso la formazione e l’autenticazione di figure professionali ancora non riconosciute si darebbe modo di rigenerare un sistema che appare per certi versi lento e troppo burocratico.

La prima risposta alle problematiche di oggi sarà data dall’efficacia e dall’efficienza della concretizzazione dell’Expo, e poi successivamente dalla realizzazione del progetto Matera, capitale europea della cultura. Che questi siano i primi passi che dimostrino come il management contribuisca alla valorizzazione e alla promozione delle nostre bellezze italiane!

Ana Clemencia Venturi

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