Art & Management: il risveglio della cultura

L’arte, come i sogni, non deve far dormire né essere motivo di scoraggiamento; ma, al contrario, deve risvegliare.

L’arte e il management, concetti a lungo separati, devono unirsi perché il rinnovamento, la promozione e la valorizzazione di attività culturali sono i pilastri per lo sviluppo di un paese come l’Italia che per troppo tempo è stata connotata nel segno del tradizionalismo. In Italia il manager di progetti artistico-culturali è una professionalità ancora poco riconosciuta rispetto al manager d’impresa. Questo evidenzia l’arretratezza e la chiusura nei confronti dei cambiamenti internazionali.

Negli ultimi anni le mostre di maggior successo hanno registrato una straordinaria affluenza di visitatori disposti a fare ore e ore di attesa pur di vedere le opere degli artisti preferiti. Andy Warhol, Frida Kahlo, Pollock, Van Gogh sono solo alcuni dei grandi nomi portati nelle sale dei musei italiani. C’è chi parla di moda e commercializzazione, e chi invece ci vede un ottimo modo di fare comunicazione.

Andy-Warhol-Marilyn Andy Warhol, Marylin Turquoise, 1964, serigrafia su tela.

La volontà italiana di rimanere ancorata a vecchi principi che nel mondo di oggi non possono più reggere e il ritardo delle istituzioni culturali italiane possono essere riscattate soltanto da figure professionali che integrino la conoscenza artistica del nostro immenso patrimonio a competenze organizzative e comunicative. Non solo conservare e tutelare, ma essere consapevoli che nel 2015 un’istituzione o ente che si occupa di cultura debba avere chiari anche i concetti di marketing e comunicazione. Inoltre, necessitano di possedere tecniche progettuali che permettano al paese di relazionarsi con le maggiori istituzioni internazionali e possedere una visione globale del mercato dell’arte.

È necessario, dunque, che le nuove figure di professionisti dell’arte facciano proprie queste realtà; che l’Italia sia riconosciuta in tutto il mondo non solo per il Colosseo, gli Uffizi e Pompei, ma per tutti quei piccoli musei e gallerie rimasti per troppo tempo nell’ombra: veicoli di arricchimento del valore di un paese così ricco di storia. Siamo di fronte all’esigenza di diversificare la proposta culturale per permettere il coinvolgimento di una maggiore fascia di pubblico e ottenere una maggiore consapevolezza delle proprie risorse culturali e territoriali. Un momento storico in cui c’è necessità di promuovere la comunicazione tra enti ed istituzioni culturali per permettere all’Italia di vedere ancora una volta riconosciuta la propria identità a livello mondiale.

Benedetta Jann

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