Perché arte e management vanno di pari passo?

Management dell’Arte, management per l’Arte

Perché arte e management vanno di pari passo? Credo sia necessaria una breve premessa prima di rispondere a questa domanda; bisogna infatti innanzitutto considerare quale sia la caratteristica che rende l’Arte, di qualsiasi epoca e di qualsiasi forma, un unicum irripetibile.

Al di là dei gusti personali del singolo individuo, al di là delle sue preferenze per un artista, una corrente o un’opera, di fronte all’Arte inevitabilmente non si resta indifferenti: si può apprezzarla, non comprenderla, rifiutarla o imitarla, si possono cogliere connessioni e rimandi fra universi culturali distanti geograficamente e nel tempo; l’arte si può criticarla o semplicemente rimanerne catturati e muti.

In ogni caso comunque l’opera d’arte dialoga con le corde più profonde dello spettatore di cui intreccia lo sguardo (pur distratto che sia), tocca la parte più intima del suo essere e gliela rende visibile. J. Mukařovsky[1] scriveva «l’arte forma una sfera a sé», ritenendo che l’opera d’arte non fosse un mezzo per comunicare qualcosa, ma che fosse un’entità capace di esprimere un determinato atteggiamento verso le cose e verso la realtà tutta; questo atteggiamento non è comunicato dall’opera d’arte, ma da essa viene fatto scaturire direttamente nel fruitore.

Se questo in sintesi il grande potenziale dell’arte, allora il management, inteso come capacità di organizzazione, gestione e amministrazione, si deve indissolubilmente coniugare con l’arte e con il patrimonio culturale inteso nella sua accezione più vasta. Chi opera nel settore, seppur con diverse specificità e con differenti strategie, ha sempre come obiettivo finale la conservazione, la valorizzazione, la diffusione e promozione del prodotto artistico. Parlare di management dell’Arte non significa mercificare l’arte, bensì renderla fruibile permettendole di entrare in relazione con un pubblico sempre più vasto.

Il management e le sue potenzialità sono dunque al servizio dell’arte e della sua assoluta incomparabilità con qualsiasi altro bene.

[1] Cfr. J. MUKAŘOVSKY, Il significato dell’estetica, Einaudi, Torino 1973, p. 88; F. POLI, Il sistema dell’arte contemporanea, Editori Laterza, Bari, 2011, pp. 45 ss.

Nicoletta De Troia

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