Arte e mercato: a god balloon dog!

Il museo del futuro avrà esposto al centro di una bella sala la riproduzione gigante di un cane fatto con palloncini. Si conosce l’artista, Jeff Koons, che in quegli anni, intorno al 2000, era di gran moda. Ne esistono diversi di questi cani e da alcuni documenti gli archeologi hanno scoperto che avevano un gran valore, di gran lunga superiore al semplice costo del lavoro e della produzione.

Un ragazzino dall’aria vispa chiede al padre: “Papà quindi nel 2000 nel mondo adoravano questo dio a forma di cane?”

“Perché lo pensi?”

“Ma papà, ho visto al museo egizio queste grandi statue di semi animali, fatti con materiali pregiati, venerate come divinità, lo stesso nei Musei di antichità romane e poi ci sono stati i Cristiani, che hanno riprodotto preziosissime immagini di Gesù e dei santi e ora vedo questo enorme cane di palloncino e immagino sia lo stesso”.

“Non hai tutti i torti. Sì, penso di sì. Credo che in qualche modo questi cani fossero oggetto di venerazione.”

“Ma scusa, papà, posso capire gli egiziani: usavano quegli animali per capire e conoscere il mondo. Poi gli altri, che adoravano uomini come divinità ma con i superpoteri e infine i cristiani, che hanno un solo dio che non sanno rappresentare e poi un uomo semplice e povero ma che era il più figo di tutti. Ma questo proprio non lo capisco. Un cane di palloncino?”

“Sai, piccolo, devi provare a pensare che dietro al cane non c’è un approfondimento culturale, quindi forse non proprio una religione. Pensa non al simbolo ma all’oggetto, che diventa di gran moda, quasi di culto. Sai, gli archeologi hanno scoperto che a un certo punto uno di questi cani è stato venduto per una somma più grande di qualsiasi altro oggetto di arte.”

“Arte papà?”

“Sì, così dicono. Pensa sempre all’oggetto.”

“Ho capito. Quindi nel 2000 avevano finite le idee e si sono messi a far cose da far girare e vendere come scarpe alla moda giusto? Ma che c’entra con l’arte?”

“Si, più o meno è così. Con l’arte c’entra, perché con l’arte si mangia, con l’arte si diventa importanti, si gira il mondo. Ma per far questo c’è bisogno di un sistema, di fare arte ma anche di chi compra arte. Evidentemente questo Jeff Koons aveva capito che il mercato era così importante e si era dedicato soprattutto a quello. Di altri artisti, che pensavano più al concetto e meno al mercato, magari non è rimasto nulla e ora non li ricordiamo.”

“Quindi il mercato ha distrutto l’arte, papà?”

“Non credo. Il mercato ha cambiato l’arte e l’arte stessa è cambiata. Non credere che Fidia o Giotto lavorassero propriamente gratis. Dovevano essere di gran moda anche loro sai? A un certo punto però non solo i templi, le chiese, i palazzi compravano pezzi di arte. Tutti volevano l’arte. Il mercato si è aperto al mondo e così le forme, i soggetti e i materiali si sono completamente evoluti. Non c’erano più regole. Ed è così che un cane di palloncino diventa una nuova religione.”

“Ho capito papà. Per fare arte quindi non serviva più studiare arte ma era più importante un corso di economia giusto?”

“Esatto figliolo. D’altronde c’è religione senza farne cassa?”

MAURO ANGELOZZI

Balloon dog (orange) – Christie’s / AP

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