Mercanteggiare l’arte

Il patrimonio culturale pare essersi arenato nel tempo. Sembra, ormai un sistema statico. E per questo, per dargli una nuova vita, serve una vera e propria svolta per renderlo dinamico. Un dinamismo che si ottiene, non solo con una valorizzazione del patrimonio artistico e culturale nella sua valenza storica ed estetica, ma anche rendendolo attivo e sempre più fruibile. Infatti il fruitore, diventa il perno centrale di questa dinamicità. È colui che detta le regole del gioco, esprimendo con il suo gusto, il concetto di bellezza artistica e di cultura alla quale approcciarsi. Serve però, una figura manageriale ad hoc, che avrà il compito di creare un’industria del prodotto “bene culturale” per questa società. Si occuperà di studiare l’indotto da produrre per una fruizione sempre più ampia, ma allo stesso tempo abbastanza radicata nei contenuti. Da sempre l’arte ha tenuto conto dei numeri e delle scienze matematiche, usandole come basi per cui esistere; la matematica quindi nel tempo è passata dall’essere la scienza da cui trarre l’ispirazione alla scienza per cui poter “vivere” l’arte e la cultura. Arte e management, quindi, diventano sempre più binomio inscindibile, perché un comparto alimenta l’altro e viceversa. Tutto ciò, apporta al mondo culturale un’energia creativa che avvicina più persone, attiva processi di mercato, rendendo sempre più solido questo fenomeno emergente. Valentina Giambona

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