10 domande a Giovanni Cerri

Giovanni Cerri

Giovanni Cerri è un artista che vive a lavora a Milano. Nato a Milano nel 1969 e figlio d’arte, suo padre è il pittore Giancarlo Cerri, ha cominciato a esporre nel 1987 tenendo mostre sia in Italia che all’estero. I suoi soggetti preferiti, da cui trae ispirazione, sono la periferia urbana, specie della sua Milano, e l’archeologia industriale.

 

Come ti sei avvicinato all’arte?

Sono figlio di un altro pittore, mio padre Giancarlo Cerri, e ho iniziato con i primi rudimenti con mio papà quando ero un bambino.

 

Puoi spiegare questo rapporto fra aree dismesse e centro storico, che emerge nelle tue opere?

Dal momento che sono milanese e cresciuto a Milano è logico che nella mia ricerca pittorica l’ambiente urbano sia sempre emerso. È la prima volta che mi interesso della Milano storica, degli edifici più famosi in questa mostra “Milano, ieri e oggi” che parte qui in Confcommercio.

 

Chi sono i curatori di questa mostra?

I due giovani curatori che stanno sostenendo, dal punto di vista della progettazione e della comunicazione, il progetto “Milano, ieri e oggi” sono Anna Caserini e Gaetano Incremona, due neolaureati dell’Università Statale di Milano della Facoltà di Scienze della Comunicazione. Stanno costruendo un sito e anche una pagina su Facebook per trainare tutto questo progetto. C’è dunque anche un aspetto multimediale.

 

Girerà altre città la mostra “Milano, ieri e oggi”?

Mi piacerebbe che avesse oltre all’esposizione milanese, una tappa estera. È un progetto ancora in fieri, che si svilupperà nei prossimi mesi.

 

Come vedi Milano oggi rispetto al passato?

La Milano che ha resistito fino alla fine degli anni Novanta, negli ultimi anni è quasi scomparsa. Di quel mondo lì rimane solo un ricordo. Dedicherò però una serie di opere alla Milano moderna e contemporanea, dal grattacielo Pirelli di Giò Ponti fino ai nuovi scenari.

 

Quale tecnica utilizzi?

Dipingo su carta e attacco successivamente su tela. Lavoro sia su tela che su carta. Tendo in alcuni casi a lavorare più su carta perché ottengo degli effetti di rottura della materia, delle pieghe, delle crepe che altrimenti con la tela non avrei.

 

Le dimensioni delle tue opere?

Tendenzialmente lavoro su formati grandi, anche se nelle mostre porto opere dalle dimensioni più contenute.

 

Qual è il tuo rapporto con le gallerie?

Lavoro di più con la Galleria Cortina di Milano e la Galleria Palmieri di Busto Arsizio, con le quali ho un rapporto di collaborazione da più tempo.

 

Sarai presente a fiere come Artissima e Miart?

Mi sono un po’ allontanato dal mondo delle fiere. Negli ultimi due anni ho fatto un altro tipo di ricerca per la divulgazione del mio lavoro e mi sono maggiormente occupato di ottenere dei contatti con società o aziende che mi potessero sponsorizzare e  sostenere i progetti che partono da me.

 

Sei conosciuto all’estero oltre che in Italia?

Sono più di due anni che non facevo una mostra a Milano. Mi è capitato negli ultimi due anni di esporre più all’estero che in Italia. Ho esposto a Toronto, con due mostre personali, a Parigi, dove avrò una mostra a novembre di quest’anno, e soprattutto in Germania, a Colonia, Francoforte e Berlino.

 

Emilio Nesler Cattaneo

 

Courtesy of ilgiorno.it

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