Metti, un master a Milano

Cosa possono avere in comune una ragazza di Andria, aspirante fotografa e laureata in economia, una di Alessandria che ha lavorato in comunicazione e una di Vicenza laureata anch’essa in comunicazione ma che per anni ha lavorato in un’ottica che organizza mostre d’arte? La risposta è un diploma (o quasi) di master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali presso la Business School del Sole 24 Ore.

La sesta edizione del master  sta volgendo al termine e sogni, aspettative ma anche delusioni sono diventati concreti. Abbiamo voluto intervistare alcuni degli studenti per capire cosa significa frequentare un master del Sole 24 Ore e come i più disparati profili possano partecipare ad un’esperienza formativa come questa e cambiare ancora direzione una volta entrati a farne parte.

Elisa 26 anni di Vicenza, comincia il suo percorso studiando giurisprudenza, cambia direzione conseguendo una laurea in comunicazione. Non trovando lavoro nel settore, lavora per cinque anni in un’ottica che alimenta la sua passione per l’arte esponendo opere di artisti locali in negozio. Elisa capisce di voler ampliare le sue conoscenze e crearsi solide basi nel settore dell’arte. Dopo una serie di ricerche, viene a conoscenza del master del Sole 24 Ore e decide d’impulso che è la strada per lei. Elisa Afferma: “ Al master, ho trovato persone competenti e professionali  che lavorano nel settore. Mi hanno dato una formazione completamente diversa rispetto a quella universitaria. Ho potuto toccare con mano esempi reali  e concreti mettendo in pratica ciò che prima sentivo solo raccontare”. Durante il suo percorso Elisa ha capito che il suo desiderio è comunicare l’arte e svolgerà uno stage all’interno dell’ufficio stampa della Fondazione Querini  Stampalia di Venezia.

Marilù 25 anni di Andria, anche lei un percorso lineare. Appassionata da sempre di fotografia, arriva a Perugia pensando di studiare veterinaria per poi  trovarsi a fare economia aziendale e a quel punto si chiede: “Che cosa sto facendo qui?”.  Atterra dunque per un Erasmus a Parigi e in seguito alla scoperta dell’esistenza del marketing culturale capisce che nella sua vita l’economia può servire a qualcosa. Decide di terminare la triennale in economia aziendale e di fare un master: “Ho cercato questo master miratamente, perché volevo fare marketing culturale, che in Italia ancora non esiste. Ho cercato vie alternative per arrivarci e mi sono trovata questo master davanti. Rispetto agli altri che ho ricercato, l’ho trovato molto valido. Volevo avere gli strumenti per gestire tutte le mie idee campate in aria e ora sotto alle mie aspirazioni c’è una base più solida”. Il master le ha dato una visione molto più grande di quella che pensava di ricevere e ripeterebbe l’esperienza. Marilù ha cominciato uno stage in fundraising presso la Fondazione IEO, Istituto Europeo di Oncologia e afferma:” Poiché mi piace sempre cambiare per capire tutto, ho deciso di cominciare da qui perché trovo che il fundraising sia il futuro dei beni culturali in Italia. Vorrei dedicarmi a questa attività per poi spostarmi nuovamente verso l’arte con un bagaglio e una competenza in più”.

Elena 22 anni di Alessandria, “cittadina del mondo”. Dopo aver studiato per anni in un collegio svizzero, prende una laurea triennale in management e comunicazione presso lo IED, Istituto Europeo di Design. Lavora per due diverse agenzie di comunicazione e pubblicità a Milano, nella seconda delle quali viene assunta. Decide di abbandonare tutto per iscriversi ad un master d’arte e economia: “Non mi piaceva molto la vita dell’agenzia. L’intenzione era quella di andare all’estero ma così d’impulso non mi sentivo ancora pronta. Ho cercato un trampolino di lancio che fosse legato all’arte. Ho scelto questo master dopo un’attenta selezione tra altri perché era quello che corrispondeva di più alle mie esigenze. Per me non è stato tanto un cambiamento di percorso perché nel mondo dell’arte ci sono cresciuta, essendo mio padre antiquario. Non voglio seguire la sua carriera perché il momento è cambiato,però penso che la strada del mondo dell’arte sia adatta a me”. Elena nel corso del master si è indirizzata verso il mondo delle fondazioni e delle case d’asta trovando uno stage che copre tutti questi ambiti: un’agenzia di comunicazione e PR, la Scott & Co. di Londra i cui principali clienti sono fondazioni, organizzazioni no profit, gallerie e fiere d’arte.

Tutte e tre concordano sul fatto che il valore aggiunto di un master come questo sia quello di avere input costanti e di avere contatti diretti con il mondo del lavoro mettendosi in gioco in prima persona … unica nota dolente: il tempo. Giornate di 36 ore non basterebbero per assimilare tutti gli input che arrivano. Mettersi alla prova e impegnarsi costantemente sono il requisito fondamentale per partecipare a questo master, per il resto, i percorsi di vita più disparati sono solo un valore aggiunto.

Francescapaola Merega

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