Leonardo3: il mondo di Da Vinci attraverso le nuove tecnologie. Conversazione con Massimiliano Lisa

Leonardo3 è una realtà nata nel 2005 che si occupa dello studio dell’opera vinciana con strumenti divulgativi innovativi, privilegiando l’attività del Leonardo ingegnere e inventore senza tuttavia trascurare l’artista. Centro di ricerca, media company, casa editrice Leonardo3 è leader mondiale in mostre e pubblicazioni esclusive su Leonardo e anche produttore de Il Mondo di Leonardo, esposizione visitabile in Piazza della Scala, ingresso Galleria Vittorio Emanuele II (a Milano) fino al 31 ottobre 2015. La mostra propone ricostruzioni inedite delle macchine di Leonardo e restauri dei suoi dipinti in anteprima mondiale, riscuotendo un enorme successo di pubblico. Per la sua importanza, inoltre, il Presidente della Repubblica ha conferito a Il Mondo di Leonardo il premio di rappresentanza. Abbiamo parlato della mostra e di Leonardo3 con uno dei suoi fondatori: Massimiliano Lisa.

 

Come è nata l’idea di creare il progetto Leonardo3?

Dall’incontro nel 2004 tra Massimiliano Lisa (editore e giornalista) e Mario Taddei ed Edoardo Zanon (industrial designer, autori di libri e mostre). Ho proposto loro di fondare una nostra azienda all’interno della quale mantenere la proprietà di tutti i loro studi e le loro creazioni. Siamo un centro di ricerca privato che studia i beni culturali e il frutto di questi studi viene divulgato nelle nostre mostre e pubblicazioni. Le competenze di solito sparse tra soggetti diversi, da noi sono tutte sotto lo stesso tetto. Curatori, editori, produttori, e anche le stesse opere… siamo/facciamo tutto noi.

Qual è stato il suo percorso professionale, di cosa si occupava prima dell’ “avventura” Leonardo3?

L’ultimo anno del liceo classico ho concepito e pubblicato una rivista d’informatica che ha avuto grande successo. Da allora mi sono occupato per tanti anni di editoria (libri, riviste, audiovisivi) e programmi televisivi.  Sono stato quindi manager, giornalista ed editore. Quando Internet ha cominciato a distruggere il mondo dell’editoria mi sono inventato un nuovo lavoro:  Leonardo3.

Leonardo3: centro di ricerca, casa editrice, produttore di mostre. Qual è la mission di fondo di un progetto così articolato?

Divulgare i beni culturali con tecnologie e modalità innovative. Leonardo3 dovrebbe diventare un grande “museo” in cui mettere a sistema tutte le nostre attività e fare formazione. Abbiamo anche pensato a due sedi gemelle: una in Asia e una in America. È il nostro progetto sin dall’inizio, ma di questi tempi costruire ex novo una struttura di 40 mila metri quadrati a Milano… non è cosa da poco.

È difficile mantenere in vita un’idea così innovativa in Italia?

In realtà non particolarmente. Facciamo quel che sappiamo e che ci piace. In più il nostro mercato non è l’Italia, ma il mondo. E fino a ieri il nostro fatturato è sempre stato in larga parte sul mercato estero.

Vi aspettavate il successo della mostra Il Mondo di Leonardo  in corso a Milano?

Sinceramente sì. Anche se non è stato facile perché abbiamo dovuto lanciare una sede espositiva che prima della nostra mostra non esisteva. Finora siamo a 270 mila ingressi in mostra. Ma entro il prossimo ottobre contiamo di superare ampiamente il mezzo milione.

Qual è stata secondo lei la chiave del successo di questa mostra?

I contenuti: il pubblico scopre contenuti inediti e li fruisce in modo innovativo, adatto a tutta la famiglia.

Quali sono i prossimi progetti in programma?

Mostre in Asia, in Europa e possibilmente dei nostri musei/centri permanenti sia in Italia, sia all’estero.

Leonardo3 ha quasi dieci anni. Siete soddisfatti di questi primi anni di vita?

Si può sempre fare di più e meglio. Quindi siamo orgogliosi di tanti traguardi raggiunti, ma non possiamo essere pienamente soddisfatti. In Piazza della Scala abbiamo dato vita a un mini-museo, ma il nostro vero e grande museo deve ancora vedere la luce.

Quali aspettative avete per il futuro?

Dobbiamo innovare e osare di più. Finora abbiamo grattato solo la superficie. Ma ci stiamo attrezzando. Puntiamo anche sulle giovani menti. Sotto i 30 anni i neuroni funzionano meglio e chissà che qualcuna delle nostre prossime migliori idee non arrivi proprio da uno stagista del Sole 24 Ore.

 

Irene Sasso

 

Courtesy of Massimiliano Lisa

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