10 DOMANDE A MAGDA MARSILI

marsili

Magda Marsili è segretario generale di Museimpresa – Associazione nazionale dei musei e degli archivi d’impresa – dal 2006. In aula ci ha parlato dello sviluppo della cultura d’impresa e dei musei d’impresa come strumenti di comunicazione e marketing per le aziende.

Dal 2001, anno di nascita di Museimpresa, com’è mutata la sensibilità delle imprese nei confronti della propria responsabilità sociale e culturale?

Per quanto riguarda l’intervento in ambito culturale, nel corso degli anni le aziende sono passate dallo svolgere una mera azione di mecenatismo e sponsorizzazione alla creazione attiva di cultura, quali vere e proprie protagoniste nella valorizzazione del patrimonio.

Dal sito web dell’associazione emerge che metà delle Regioni italiane è priva di musei d’impresa a voi associati. Quali motivazioni giustificano questa situazione?

Sicuramente il Sud è meno rappresentato per ovvie ragioni storiche; come Museimpresa stiamo infatti cercando di farci conoscere e sensibilizzare ulteriormente gli imprenditori della zona. Ci sono comunque realtà importanti come il Museo della Liquirizia Amarelli a Rossano Calabro.

Sempre sulla pagina web, Museimpresa dedica una sezione agli “itinerari”, veri e propri percorsi consigliati alla scoperta dei territori interessati da musei d’impresa associati. È una scelta sviluppata ai fini di creare una strategia di marketing territoriale per i musei che rappresentate?

Non in modo capillare come vorremmo in quanto non siamo strutturati per svolgere tale tipo di attività. Quello che interessa a Museimpresa è il livello centrale, sul territorio preferiamo lasciare libertà ai musei di dialogare con il contesto e le istituzioni in cui operano.

Esistono realtà simili a Museimpresa all’estero? Se sì, avete pensato di sviluppare un network con esse?

Sì; per quanto riguarda il contesto europeo sono da sottolineare associazioni simili in Germania, Portogallo e Spagna. Quello che ci differenzia è il livello di struttura che Museimpresa raggiunge: i nostri associati sono all’incirca cinquanta, all’estero il numero è decisamente minore. Per quanto riguarda la creazione di una rete di associazioni operanti nell’ambito della cultura d’impresa siamo ancora in una fase di confronto; ritengo sia necessario definire dapprima quali siano gli obiettivi che una configurazione di questo tipo dovrebbe perseguire.

Quali sono i rapporti tra l’associazione e il settore pubblico? 

I rapporti con le istituzioni pubbliche sono ottimi tant’è che siamo riusciti a creare forti sinergie nell’ambito di diversi progetti. Ne è un esempio il protocollo che abbiamo sviluppato con il MIUR per lo sviluppo del turismo scolastico.

Come può un’azienda conciliare la propria mission (il profitto) con quella del proprio museo d’impresa (la creazione e valorizzazione di cultura)?

Sicuramente questa sensibilità è insita nella natura dell’azienda che decide di creare un proprio museo e veicolare i propri valori attraverso il brand. Ritengo che sia più esatto parlare di “dialogo” tra il museo e l’impresa, è essenziale che le strategie siano integrate e coerenti.

Il museo d’impresa si può ritenere a tutti gli effetti uno strumento di comunicazione e marketing?

Certo, la nascita di un museo di impresa permette all’azienda di veicolare i propri messaggi e valori non solo al territorio ma anche a specifici target di riferimento.

Quali sono le principali difficoltà che riscontrano le aziende nella gestione del proprio museo?

Non vi è dubbio che la scelta di costituire un museo d’impresa rappresenti per l’imprenditore un investimento economico ingente, anche nel lungo periodo. Il principale problema a livello di gestione riguarda la promozione; molto spesso le aziende faticano a far conoscere questo loro aspetto.

Come si può evitare di far scadere il proprio museo d’impresa in mera autocelebrazione e autoreferenzialità?

Una buona strategia è sicuramente quella di aprirsi al confronto e al pubblico; il museo d’impresa nasce per raccontare la propria storia ma non bisogna dimenticare che essa raccoglie il passato della comunità di riferimento e lo sviluppo del territorio.

Quali sono gli scenari futuri che si delineano per Museimpresa? Avete intenzione di ampliare la vostra rete?

Assolutamente sì. Attraverso la nostra azione miriamo ad affermare sul territorio nazionale  la diffusione della cultura d’impresa e di conseguenza la creazione di ulteriori musei e archivi che possano associarsi in modo tale da rafforzare la nostra struttura.

Chiara Fassin

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