Duecento chilometri di arte contemporanea tra Francia e Italia

Il VIAPAC, VIA Per l’Arte Contemporanea, nasce nel 2007 su impulso della Comunità Europea per favorire la valorizzazione, o rivalorizzazione, del territorio montano della regione dell’ Haute-Provence e della Valle Stura piemontese. Il progetto prevede la collaborazione con la vicina Francia al fine di creare un percorso di circa duecento chilometri che  inizia nella cittadina di Digne-Les-Bains nell’Alta Provenza in Francia e termina nel comune di Caraglio in provincia di Cuneo. L’obiettivo è quello di dare vita ad un itinerario di arte contemporanea diffusa sul territorio e in dialogo con esso oltre che il rilancio turistico delle aree coinvolte. Le opere del circuito VIAPAC sono pensate per avvicinare le persone all’arte contemporanea fuori dalle sedi museali così che l’arte sia apprezzata anche da chi non la conosce. I materiali stessi con cui sono realizzate le opere hanno un significato, la direttrice artistica Patrizia Bottallo voleva infatti che fossero adatti a durare nel tempo, come un simbolo della volontà dell’arte di fare parte della quotidianità. Il progetto si inserisce nel programma Alcotra dell’ Unione Europea che prevede un finanziamento di 138.754.261 euro per l’Italia e 98.832.657 euro per la Francia; inoltre  i beneficiari del progetto vi contribuiranno per un ammontare pari a 38.003.791 euro.

Anna Maria Moretto, dirigente di regione Piemonte, sottolinea quanto sia stato importante il contatto degli artisti con le comunità locali, molti infatti hanno soggiornato sul posto anche per lunghi periodi e questo ha contribuito ad una forte partecipazione di pubblico. Ci sono alcune differenze tra le opere realizzate sui due versanti; in Francia il progetto è partito prima e si è privilegiata la semplicità del messaggio legato alla montagna, come ad esempio nell’opera “Table-relief” di David Renaud,  in Italia le opere hanno l’intento di sviluppare una “insegna turistica” che contraddistingua le aree interessate.In entrambi i casi, però, le sculture e le installazioni sono strettamente site specific e non potrebbero essere ricollocate in altri siti perché così si andrebbe a perdere l’elemento di dialettica con il territorio. E’ questo il caso di “Incursione” (2011) di Paolo Grassino e “Giants” (2012) dell’artista britannico David Mach. L’opera di Grassino consiste in sette cervi di alluminio collocati lungo la via principale del comune di Aisone (Cn) che spuntano come presenze defilate che però il passante non può certo ignorare. L’animale è il simbolo della natura discreta e spesso misteriosa che è sempre presente nelle nostre vite. “Giants” invece sono due sculture poste all’ingresso del Forte Albertino di Vinadio (1847) a protezione dei passanti quasi fossero due numi tutelari. L’ispirazione per il soggetto è scaturita dalle ricerche sulla storia di Vinadio compiute dall’artista che è così venuto a conoscenza dei Giganti di Vinadio, due fratelli alti più di due metri che nel XIX secolo erano partiti dalla valle del cuneese per girare il mondo con le compagnie circensi.

Giulia Bisogni

 

 

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