10 domande a Giovanna Brambilla

Responsabile dei servizi educativi della GAMeC, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Giovanna Brambilla ne racconta la realtà dinamica e sfaccettata attraverso un’intervista per il blog del Master.

La GAMeC, oltre ad avere una vasta proposta all’interno dei servizi educativi, dedica grande attenzione al “non pubblico”. Com’è nato tutto questo?

Il museo è nato come costola dell’Accademia di Carrara con quella che all’epoca si chiamava “sezione didattica”. La GAMeC è stata uno dei primi musei a puntare sulla didattica. Grazie alla lungimiranza di Daniela Galante, è nata una concezione di didattica a 360° che oltrepassava l’esclusività del rapporto con scuole e adulti. Ancora non si parlava di “non pubblici”, ma sono state gettate le basi per trasformare il museo nell’ agorà culturale della città. Molti progetti sono partiti da noi, altri invece ci sono stati sollecitati e poi abbiamo camminato insieme ai referenti sviluppando programmi ad hoc.

 Da quando è entrata in carica alla GAMeC?

Opero all’interno del museo dal 1996 ma ho iniziato a ricoprire la funzione di responsabile intorno al 2000.

 Avete un numero importante di mediatori museali e di operatori didattici. Come Funziona? Sono volontari?

Noi siamo 114, tra guide e mediatori. Tutte queste persone continuano ad avere un’altra attività e lavorano a prestazione occasionale. Non è un’attività con cui ci si può mantenere, sono poche le guide che fanno solo didattica. Il numero così alto è dovuto alle singole competenze di ognuno di loro, chiamati a seconda della tipologia di pubblico da seguire.

Quale background deve avere chiunque voglia lavorare con voi all’interno dei servizi educativi?

Quando riapriamo i concorsi, ciò che ci interessa nelle persone è una particolare attenzione per l’arte contemporanea. Fondamentale è che i candidati abbiano affrontato lo studio della storia dell’arte, possiedano la conoscenza delle lingue, l’uso del PC e la curiosità per mostre, fiere e musei. Una volta in possesso di questi requisiti, viene svolto un esame scritto con riconoscimento d’immagini. Superato questo step, si passa ad un colloquio motivazionale in cui chiediamo al candidato di commentare le opere della collezione e di dire cosa pensa della didattica del museo.

 Parliamo della collaborazione con la Casa Circondariale. Come riuscite a sostenerla?

È il museo a finanziarla. Abbiamo anche dei finanziatori privati che hanno deciso di investire nel progetto senza un ritorno d’immagine. Tra questi ci sono industriali e Credito Bergamasco, ma anche se non esistessero finanziatori, il museo troverebbe il modo di portarlo avanti comunque perché crede molto nella sua importanza.

In cosa consiste il programma Art Fellowship, in collaborazione con l’Università?

Il progetto è nato da TenarisDalmine, che da più di due anni, oltre ai fondi per il museo in qualità di socio, fornisce una cifra consistente ai servizi educativi per Art Fellowship. Considerando gli universitari come  “non pubblico”, abbiamo contattato docenti universitari attivando con loro workshop che mettono in collegamento il discorso curriculare/universitario con l’esposizione in museo, adattandoli alle materie trattate dai singoli professori.

Avete avviato numerose collaborazioni con istituzioni internazionali. In che modo?Cosa avete ottenuto?

Abbiamo  contattato figure professionali di musei esteri per inserirle in giurie, comitati scientifici e nella stesura di cataloghi. Bisogna tenere presente che AMACI (Associazione Musei di Arte Contemporanea Italiani, fondata da GAMeC), insieme a GAMeC, credono molto nelle relazioni con il contesto nazionale ed internazionale.

 Premio Bonaldi per l’Arte: è esclusivamente rivolto a partecipanti stranieri?

No. I partecipanti sono proposti da advisor invitati da GAMeC a selezionare, ciascuno e per una sola edizione, un candidato di qualsiasi nazionalità. Ogni candidato è quindi invitato a presentare alla giuria un progetto di mostra inedito e concepito sulla base dello spazio espositivo individuato e di un budget assegnato.

  Sul sito della GAMeC non è presente il bilancio sociale o d’esercizio. Potrebbe fornirmi informazioni sul fatturato e sul numero dei visitatori annuali?

Il 2013 si è chiuso con un totale di entrate pari a 1.142.412 euro, così suddivise: entrate da enti pubblici € 334.079, entrate da privati € 654.463, entrate da gestione commerciale € 118.804, entrate da gestione finanziaria: € 4.085, altre entrate: € 30.981. Il 2013 si è chiuso con 27.972 visitatori, così suddivisi: collezione permanente 10.963, mostre temporanee 11.526,  eventi e conferenze: 5.483.

Qual è la percentuale partecipativa, all’interno della ONLUS, tra Comune di Bergamo, TenarisDalmine, UBI e Bonaldi?

Comune di Bergamo e TenarisDalmine sono i soci fondatori dell’Associazione per la GAMeC di Bergamo; UBI Banca e Bonaldi Motori si uniscono alla compagine sociale dal 2003. In termini economici, sulla totalità delle entrate: Comune di Bergamo possiede il 35%,  TenarisDalmine il 28%, UBI l’ 8% e Bonaldi Motori il 4,5%.

Francescapaola Merega

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