Frida Kahlo e la cultura messicana approdano in Italia

Da Botticelli a Tiziano e da Caravaggio a Vermeer, le Scuderie del Quirinale di Roma hanno esposto i più prestigiosi e noti nomi della storia dell’arte, e finalmente ospitano anche un po’ della cultura e della storia messicana: Frida Kahlo. È infatti possibile, dal 20 Marzo al 31 Agosto, visitare la mostra curata da Helga Prignitz-Poda in uno degli spazi espositivi più importanti della città. La mostra è promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione), organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e MondoMostre.

Conosciuta semplicemente come Frida, la pittrice dello scorso secolo, è oggi un’icona riconosciuta in tutto il mondo per la sua arte biografica e per gli elementi iconografici che la contraddistinguono. Profonda, fragile e drammatica, ma anche coraggiosa lottatrice e donna libera, Frida, fu in grado di crearsi un mondo di assoluta fantasia che fu la sua unica via per sfuggire dalla vita, talvolta molto amara e dolorosa. I suoi lavori sono lo specchio dei suoi sentimenti, tragici e talvolta felici, ma anche lo specchio di ciò che circondava l’artista, le vicende politiche del periodo storico che il Messico stava attraversando, e i principali movimenti culturali internazionali del tempo.

A Roma per la prima volta viene organizzata una mostra che è anche un percorso di scoperta del mito dell’artista, senza dimenticare la storia, la sua vita e anche tutto ciò che l’ha influenzata. Sono infatti presenti in mostra altri artisti messi a confronto con la Kahlo, che fanno riflettere lo spettatore sulle similitudini e sull’uso della stessa simbologia. Tra questi citiamo: Diego Rivera, George Grosz, Abraham Angel, David Alfaro Siqueiros, Gino Severini e Maria Izquierdo. Sono inoltre presenti fotografie che rappresentano la stessa Frida Kahlo, i suoi amici e amanti, il marito Diego Rivera e la Casa Blu di Coyoacàn, luogo che ha profondamente segnato l’opera della pittrice. Gli scatti sono di Victor Reyes, Nicholas Muray, amante di Frida, Martin Munkàcsi, Dora Maar, Leo Matiz, Hector Garcìa e Florence Arquin.

Sono oltre 160 le opere esposte alle Scuderie, provenienti da collezioni private messicane e non, ma anche da diverse istituzioni pubbliche, che riuniscono capolavori unici, per la prima volta in Italia, come il famoso Autoritratto con collana di spine e colibrì (1940, Nickolas Muray Collection), Autoritratto con scimmie e Diego nei miei pensieri (entrambe realizzati nel 1943, e appartenenti alla The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art). Sono anche presenti oggetti emblematici, come il Corsetto di gesso e bende con falce e martello (1950 circa, Collezione Jan Handrickx) che rappresentano il forte dolore che l’artista già dall’età di 18 anni si è trovata ad affrontare dopo il tragico incidente in autobus.

Oltre che a Roma, la cultura messicana sarà ospitata anche al Palazzo Ducale di Genova, dal 20 Settembre 2014 all’8 Febbraio 2015, con la mostra Frida Kahlo e Diego Rivera, dedicata all’amore e alle tragedie che hanno caratterizzato la vita dei due artisti. Qui sarà esposto al pubblico, per la prima volta, il taccuino del viaggio in Italia di Diego e il ritratto di Frida nuda oltre che ricostruito un grande murales. A Milano è già in corso (dal 6 Giugno al 19 Settembre) presso lo spazio Photology la mostra fotografica Frida y Diego che comprende 30 scatti del fotoreporter Leo Matiz, uno dei più innovativi della prima metà del XX secolo. A Monza, in occasione della mostra d’Illustrazione per l’infanzia, dove il paese ospite era il Messico, è stata realizzata una Frida interamente all’uncinetto dall’Associazione no-profit Sul Filo Dell’arte (anche su Facebook). L’associazione si occupa principalmente di Guerriglia Knitting, ossia copertura in maglia di spazi pubblici per favorire la riappropriazione e la cura del bene comune in modo alternativo, cioè una forma d’arte popolare che riflette molto lo spirito rivoluzionario e l’immaginario dell’arte popolare messicana che hanno ispirato Frida Kahlo.

Elena Scajoli Necchi

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