Un buon esempio di archeologia industriale: l’ex-Stabilimento Florio di Favignana

Il contesto socioculturale di Favignana è profondamente legato alla Tonnara dal 1859, anno in cui Giulio Drago ne costruì il primo nucleo. L’isola vive il suo momento d’oro con l’avvento della Famiglia Florio che nel 1878 intraprende la ristrutturazione della Tonnara. Ignazio Florio, uomo dalle indiscusse qualità imprenditoriali, si spende nel tentativo lungimirante di rendere la Sicilia un luogo dal respiro internazionale. Ai Florio succede la famiglia genovese dei Parodi che nel 1937 acquista Favignana e la Tonnara. Lo stabilimento rimarrà la principale fonte economica dell’isola fino agli anni ’80, periodo in cui sarà costretta a chiudere a causa dei cambiamenti delle dinamiche di mercato e delle tecniche di pesca. Rimasto chiuso per anni in stato di abbandono, negli anni ’90 è stato acquistato dalla Regione Sicilia per una cifra irrisoria. Grazie all’ottenimento di un finanziamento di 14 milioni e 424.740 euro da parte della Comunità Europea, nel 2003 sono stati avviati i lavori di restauro dei due terzi dei complessivi 30.000 metri quadrati dello stabilimento, trasformandolo in uno splendido esempio di museo archeologico industriale. Dal 2009 la gestione è stata affidata alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani che apriva lo stabilimento su richiesta dei turisti interessati, realizzando introiti irrisori. Dal 2012 la Soprintendenza ha creato una convenzione con il Comune di Favignana secondo la quale il 70% degli incassi è destinato alle casse comunali mentre il 30% all’Assessorato regionale. In questi ultimi tre anni il cambiamento è stato consistente: il Comune ha assunto ed istruito un totale di quindici collaboratori divisi tra accoglienza, visite guidate e biglietteria. Considerando l’esclusiva stagionalità della struttura, questo l’ha resa vitale determinando un notevole aumento di affluenza: 23.000 ingressi nel 2012 (con apertura da Aprile a Ottobre) e 22.600 nel 2013 (con apertura da Agosto ad Ottobre). Si è ancora in attesa di un nuovo finanziamento della Comunità Europea per il restauro dell’ultima parte della Tonnara. Ciò che appare necessario nell’immediato è una svolta nelle logiche di gestione e programmazione che permetta una pianificazione più a lungo termine, valorizzando pienamente le potenzialità della Tonnara.

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