10 domande a Enrico Legnani

 

Enrico Legnani è il fondatore nonché proprietario della galleria Proposte D’Arte di Legnano.

Come ti sei avvicinato all’arte?

Per passione come hobby, all’inizio degli anni Settanta.

Qual è stata la tua formazione? E in cosa ti sei specializzato?

Mi sono laureato in Ingegneria meccanica. Il periodo storico che preferisco e nel quale sono specializzato è l’arte italiana del Novecento e l’Informale italiano ed europeo.

Potresti farmi una sintetica storia della tua galleria?

La galleria Proposte D’Arte nasce nell’ottobre 1980 a Legnano contemporaneamente all’attività che svolgevo nell’azienda meccanica di famiglia.

Segui un artista in particolare? Quali opere sono, o sono state, presenti in galleria? E l’opera di maggior pregio o valore?

La galleria non ha rapporti preferenziali con nessun artista vivente. Negli anni sono transitate opere importanti, quali: Mirò, Chagall, Renoir, Picasso, Marino, Morandi, De Chirico, Fontana, Sironi, Campigli. Le opere di maggior valore sono state un dipinto di Fontana e uno di Morandi.

Intrattieni rapporti con altre gallerie? Quali e da quanti anni?

Intrattengo da anni rapporti con le principali gallerie italiane e alcune straniere di Parigi e New York.

Partecipi a fiere nazionali o internazionali? Sei stato a qualche asta di recente? Stai organizzando o hai organizzato qualche mostra in passato?

Dai primi anni Ottanta partecipo a tutte le fiere italiane più importanti e ad alcune straniere in Spagna e in Belgio. Frequento da sempre tutte le principali aste italiane e quelle straniere di Londra e Parigi. Negli ultimi anni ho organizzato poche mostre personali e sto concentrando il mio lavoro sulle fiere.

Come vedi il mercato dell’arte oggi?

Il mercato ha subito pesantemente l’andamento della situazione economica italiana, in particolare i prezzi delle opere d’arte moderna figurativa hanno subito una notevole flessione. Le opere astratte ed informali, invece, sono state meno penalizzate. Infatti per artisti come Fontana, Castellani, Manzoni, Burri, Boetti e per l’arte povera italiana i prezzi sono in ascesa.

Come hai visto cambiare il mercato internazionale ma soprattutto quello italiano? Come è mutato l’atteggiamento e il comportamento del collezionista nei confronti dell’arte?

La maggior parte dei collezionisti acquista opere nelle quali vede solo una sensibile rivalutazione di mercato, lasciandosi trascinare da mode momentanee, senza più guardare al vero valore storico degli artisti.

Qual è la tua idea riguardo il futuro del mercato dell’arte?

Ci sarà sempre un mercato dell’arte soprattutto per quegli artisti riconosciuti a livello internazionale.

Le gallerie italiane come hanno saputo affrontare la crisi?

Negli ultimi anni hanno chiuso alcune gallerie storiche che probabilmente hanno risentito della crisi, come la galleria Zonca di Milano e la galleria Marescalchi di Bologna. Di contro ho visto nascere parecchie gallerie che trattano giovani artisti viventi, le quali, avendo un contatto diretto con l’artista, riescono con nuove formule di vendita e di comunicazione ad essere presenti sul mercato.

Emilio Nesler Cattaneo

 

Courtesy of Enrico Legnani

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