Site specific, “Sette Stagioni dello Spirito”che trasformeranno Napoli

“Sette Stagioni dello Spirito” dell’artista Gian Maria Tosatti è un progetto curato da Eugenio Viola che, attraverso sette installazioni nel centro storico di Napoli, vuole  indagare i limiti del bene e del male nell’uomo.

Sostenuto dalla Fondazione Morra, nel 2013 Tosatti  ha dato il via al progetto con “La peste”, opera sul tema dell’inconsapevolezza e quest’anno ha proseguito con “Estate”, un’opera sull’inerzia. L’artista suggerisce una lettura in chiave dantesca e nello specifico la prima opera si riferisce  al limbo degli ignavi mentre la seconda è sull’inferno. Sono luoghi che non appartengono all’aldilà, bensì luoghi che viviamo ogni giorno e  attraverso i quali si compie il cammino verso il paradiso in una dimensione non religiosa ma morale.

Le prime due opere finora realizzate delle sette in programma, si trovano rispettivamente  all’interno della chiesa dei SS. Cosma e Damiano a Largo Banchi Nuovi, in una zona molto delicata a livello sociale e nella centralissima Piazza Dante. L’artista procede nella scelta degli spazi volta per volta. Finita un’opera, sulla base dei risultati che la ricerca ha prodotto, compie la scelta di un nuovo luogo.

Quando Tosatti  è arrivato a Napoli, un anno fa, ha iniziato a percorrere la città, i suoi vicoli, ad incontrare persone e a costruire le sue opere senza soluzione di continuità con il contesto. Ciò che realizza sono “atti”, banchi di prova per la città e i suoi cittadini, cercando il punto di fusione fra arte e vita.

“Sette Stagioni dello Spirito” infatti sta cambiando parti della città, anche nella loro dimensione urbana, grazie alla collaborazione delle istituzioni. Lo scopo di Tosatti è uno: «In questa città ci sono un milione di persone. Ammettiamo che mille siano le persone che si interessano attivamente all’arte. A me interessano le altre 999.0000». Per questo ha portato il suo lavoro dal museo alla strada. Ha aperto porte e ha espanso il suo lavoro nelle piazze.

L’obiettivo è portare la massima purezza dell’opera nel luogo in cui tutti possono usarla.

Le persone lo riconoscono, anche se quasi nessuno si rende conto che quello che vede è arte. Ne è un esempio il portale di cera della prima installazione, “La Peste”, mai vandalizzato in dieci mesi, in una delle piazze che sono state per anni simbolo del degrado cittadino e che adesso sta cambiando.

Per la seconda installazione è stato scelto l’edificio secentesco sede della prima anagrafe italiana. Grazie al lavoro di Tosatti, l’amministrazione ha ripreso coscienza di un patrimonio finito negli anni nel degrado e addirittura in vendita. Gli sforzi per riaprirlo in quanto opera d’arte hanno portato ad un rinnovato interesse del Comune, che ora sta tentando di riaprirlo permanentemente come sede istituzionale.

Camilla Celona

Chiesa dei SS. Cosma e Damiano: photo courtesy of madre.it

 

 

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