NEL BEL MEZZO DELLA FOTOGRAFIA E DELLA VIDEOARTE

Intervista a Sara Dolfi Agostini, collaboratrice del Sole24ore, coautrice del libro “Collezionare fotografia” con Denis Curti, esperta di fotografia e videoarte che ha fornito un ottimo spunto di riflessione sulla reperibilità e la collocazione di quest’ultimi nel mercato.

Com’è cambiato lo statuto della fotografia con l’avvento del digitale?
La fotografia è cambiata e sta cambiando, perché il processo di stampa non è più importante come lo era prima di poter visionare una fotografia sullo schermo di un computer, manipolarla e scambiarla via email e social networks. Tutto ruota intorno all’immagine, e intorno all’immagine gli artisti hanno sviluppato una ricerca metalinguistica che mira a raggiungere una maggiore consapevolezza dell’uso e delle possibilità espressive del mezzo nell’era del digitale.

Dal mezzo al fine, com’è avvenuto, in Italia, questo ripensamento nella fotografia?
In Italia siamo ancora un po’ indietro. Questo perché nel nostro paese ci sono ancora molte frizioni quando si parla di fotografia come opera d’arte. Si tende ancora a pensare che una fotografia debba essere funzionale a mostrare o raccontare qualcosa, e quando lo fa è efficace e merita di essere ricordata.
I musei, che hanno un ruolo fondamentale nella certificazione dello statuto della fotografia, sono i primi responsabili di questa occasione persa. Nessuno tratta mostre di fotografia se non in modo casuale e poco consapevole. Le sole eccezioni sono le istituzioni specializzate, come il Museo di Fotografia di Cinisello Balsamo, che però è stato relegato in periferia ed è senza budget per la programmazione, la Casa dei Tre Oci a Venezia e la Fondazione Fotografia di Modena. Poi c’è il caso del MAXXI di Roma, che colleziona fotografia ma lo fa nell’ambito della collezione di architettura, come a sottolineare ancora una volta che la fotografia non ha dignità se non come strumento capace di descrivere, documentare, raccontare. Manca così un discorso culturale, un’impalcatura, e di conseguenza anche l’impulso di mercato.

Negli ultimi anni sempre più gallerie d’arte si avvicinano al mondo della fotografia vendendo anche opere di artisti emergenti. A cosa è dovuto questo interessamento?
La fotografia incuriosisce un pubblico di potenziali acquirenti non necessariamente interessati all’arte contemporanea, quindi offre un target più ampio alle gallerie artistiche. I prezzi sono più accessibili perché vige il meccanismo dell’edizione e i galleristi possono dilazionare i costi di produzione, non dovendo stampare tutte le copie di un’edizione in occasione di una mostra.

Qual è il mercato della fotografia oggi?
Il mercato della fotografia è diffuso e in ascesa. Lo troviamo nelle gallerie e fiere specializzate, come Paris Photo o Aipad Photo Show di New York; ma anche nei contesti artistici, e parlo di Art Basel, Frieze Masters. Inoltre i collezionisti si sentono garantiti quando una stampa della stessa serie fotografica è acquisita da un museo: la riproducibilità non è più temuta, anzi valutata come un supporto alla scelta.

Come inizia un discorso sulla videoarte?
La video arte ha una storia recente ed è intrinsecamente legata al supporto tecnologico non solo in fase di creazione, ma anche nella fruizione. Ciò pone non pochi dubbi quando si tratta di collezionarla: se acquisto un’opera in VHS o 16 mm, potrò riprodurla nei prossimi 20 anni? Devo comprare la tecnologia? Chi me la ripara se si rompe ed è andata fuori produzione? Come difendere l’opera da possibili attività di copiatura (se, ad esempio, è su CD o disco rigido e la presto per una mostra)? Purtroppo le risposte a queste domande cambiano da operatore a operatore: ogni gallerista, artista, collezionista ha la sua idea, ed è difficile definire degli standard per l’acquisto e la conservazione.

Se volessimo tracciare una mappa per chi fosse interessato a seguire questa forma d’arte, quali sarebbero i nomi più importanti della lista?
Per quanto riguarda le collezioni di videoarte:
– Centre Pompidou, Parigi (videoteca ed eventi nell’area cinema) http://www.centrepompidou.fr/
– Gam, Torino (videoteca) http://www.gamtorino.it/
– Nbk, Berlino http://www.nbk.org/
Per vedere sul web :
http://www.ubu.com/
Collezioni private :
– Goetz Collection in mostra all’Haus der Kunst di Monaco diretta dal prossimo direttore artistico della biennale di venezia Okwui Enwezor http://www.sammlung-goetz.de/en/Collection.htm#panel_collections
Un esempio di esposizione di video arte :
– eflux video rental permanete al museo di arte moderna di Ljubjana: http://www.e-flux.com/program/e-flux-video-rental-found-a-home-2/

E’ possibile definire in breve la sua posizione all’interno del mercato e descrive le leggi che regolano?
I modi di fruizione di un’opera video sono spesso irreggimentati dall’artista nell’ambito di un’installazione; perciò questa tipologia di opera spesso non è adatta al contesto domestico. Il fatto stesso che si componga di suoni e immagini in movimento, poi, la rende assai più adatta all’ambiente museale. Dal punto di vista di mercato, proprio come la fotografia, anche il video è venduto in edizione, mentre i costi di produzione – solitamente secondari quando si tratta di altre opere d’arte – possono influenzare in modo significativo il prezzo di vendita. Per quanto riguarda il diritto di seguito, questo viene esercitato sulla seconda vendita; mentre il diritto d’autore è regolato dal copyright.

Marilù Manta
Elisabetta Graziano

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