AISTHESIS, all’origine delle sensazioni. Irwin e Turrell a Villa Panza.

Fino al 2 novembre 2014, Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, dedica a Robert Irwin e James Turrell, una grande mostra a Villa Panza: AISTHESIS, All’origine delle sensazioni.

La mostra comprende 19 lavori, tra cui proiezioni, installazioni e ambienti sensoriali integrati perfettamente negli spazi della villa varesina del conte Panza. Il coinvolgimento tocca il suo apice nel Ganzfeld “Sight Unseen”, di James Turrell, che trasforma la Scuderia Grande in un campo percettivo vuoto in cui si vive uno stato irreale;  mentre Robert Irwin ha creato per la Limonaia “Varese Scrim”, un labirinto di veli in cui il visitatore si trova a di fronte a mille variazioni del bianco generando un disorientamento spaziale. Sono esposti in mostra anche i documenti, provenienti dal Getty Museum, che mostrano i rapporti tra Panza e gli artisti losangelini: dall’incontro agli inizi degli anni Settanta alla creazione nella villa di Biumo di  interventi site specific al primo piano, all’inizio e alla fine del “Varese Corridor” di Dan Flavin, che invitano a meditare sulla natura della luce e della percezione. La mostra ora allestita incarna perfettamente questo spirito; non è da vedere, ma da sentire dando la possibilità di vivere  un’esperienza dove i confini dello spazio e della luce si confondono e si annullano.

Patrocinata dal Comune di Varese, la mostra è curata da Michael Govan, Direttore e CEO del Los Angeles County Museum of Art (LACMA) e Anna Bernardini, Direttrice di Villa e Collezione Panza. Tale collaborazione ha permesso di unire la conoscenza approfondita degli artisti californiani ad una altrettanto approfondita conoscenza della sede espositiva e della collezione arrivando alla perfetta integrazione delle opere negli spazi della Villa. La mostra si avvale anche della collaborazione del centro ricerche Getty, il Los Angeles County Museum e il Gugghenheim Museum di New York. Con quest’ultimo i rapporti esistono da molto tempo, ma dal 2011 essi si sono trasformati in una sinergia professionale che ha permesso anche la felice realizzazione del progetto AISTHESIS. Se inizialmente l’idea era una mostra su James Turrell, il coinvolgimento di Robert Irwin è nato con la scommessa di riunire di nuovo questi due artisti nella Villa dopo circa quarant’anni, a conclusione di una serie di mostre internazionali su Turrell. Importante è stato in questa operazione il ruolo del FAI, il quale si è attivato per tale scopo nell’apertura di canali di comunicazione aumentando la già  importante apertura internazionale di Villa Panza.

Colpisce, oltre alla grande qualità del progetto scientifico e l’allestimento particolarmente riuscito, la lunga durata dell’esposizione, quasi un anno. Come spiegato stessa direttrice, si è trattato di una scelta consapevole dettata da varie ragioni: in primis il grande investimento in termini di risorse economiche ed umane che il progetto ha richiesto, ma anche il tema dell’identità del luogo. La mostra infatti si integra perfettamente con la Villa e la sua collezione, quasi fosse naturale leggerla come parte fisica di esse. È soprattutto questa raggiunta armonia che ha portato alla decisione di mantenere la mostra per un anno. Scelta premiata da un’affluenza di visitatori costante. Dalla sua apertura infatti, la mostra ha potuto contare più di 51.000 presenze, sfruttando anche l’affluenza del pubblico straniero che viene in Italia in diversi momenti dell’anno. Dato non trascurabile considerando che mancano ancora due mesi alla chiusura e data la collocazione periferica della Villa. In particolare nei mesi estivi le visite sono state incrementate dall’afflusso di molti turisti registrando un discreto successo di pubblico.

Importante nel sostegno del progetto Aisthesis è stata, come finanziatore istituzionale, la Provincia, che a suo tempo contribuì anche al restauro della Villa, ma soprattutto JTI International, azienda che da tre anni sostiene le attività FAI e che, come confermato dalla direttrice “ha permesso di avere una certa sicurezza economica, rendendo possibile anche una dilatazione maggiore dei tempi in fase di progettazione e che ha permesso di arrivare, come nel caso di AISTHESIS, a risultati eccellenti”.

Purtroppo il punto dolente è nella scarsa partecipazione, nell’indifferenza e nella non consapevolezza della popolazione varesina nei confronti del patrimonio culturale presente sul territorio.  Dato che crea stupore visto il prestigio della collezione Panza, la quale conta circa 2.500 pezzi, comprendenti opere e installazioni rinomate in tutto il mondo e parzialmente distribuite tra i più importanti musei internazionali, dal Guggenheim di New York al Museo d’Arte Contemporanea(MOCA) di Los Angeles al Museo Cantonale d’Arte di Lugano, e la grande qualità dei progetti FAI. In  questo periodo è in svolgimento Art in Nature, progetto triennale sul tema dell’arte in natura, che ha visto lo scorso anno la presenza di Stuart Frost e che a breve vedrà le opere del belga Bob Verschueren.

È dunque sulla partecipazione che il FAI pone il focus per gli eventi futuri, puntando soprattutto a modelli di musei come il LACMA, al fine di rendere l’istituzione culturale pienamente vivibile dalla popolazione del territorio.

Nicole Beatrice Malizia.

James Turrell, Sky Space I, 1974.

James Turrell, Sky Space I, 1974.

 Green and Orange Triangle Outie, 2012 e 2013.

Green and Orange Triangle Outie, 2012 e 2013.

Robert Irwin, Picadilly, 2013.

Robert Irwin, Picadilly, 2013.

Robert Irwin, Untitled (Column), 2011.

Robert Irwin, Untitled (Column), 2011.

Robert Irwin, Untitled, 1969.

Robert Irwin, Untitled, 1969.

James Turrell, Ganzfeld, 2013.

Robert Irwin, Villa Panza, 2013.

Robert Irwin, Villa Panza, 2013.

Courtesy of domusweb.it.

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