Robert Capa, Walter Vogel, Lorenzo Capellini. Tre mostre raccontate da Luca Borzani

Presso Palazzo Ducale di Genova sono presenti, in questi giorni, le tre mostre fotografiche di R. Capa (7/6/2014 – 5/10/2014), L. Capellini (15/6/2014 – 21/9/2014), W. Vogel (1/7/2014- 24/8/2014). Ne parla in questa intervista Luca Borzani, presidente della Fondazione Palazzo Ducale.

Negli ultimi anni la vostra Fondazione ha avuto una particolare attenzione per la fotografia. Come mai questa scelta? Abbiamo voluto allinearci a Grandi istituzioni italiane, come Palazzo Reale a Milano, che stanno dando molto spazio alla fotografia. Da quattro anni stiamo cercando di impostare la trattazione della fotografia come un momento di laboratorio culturale specifico che a Genova mancava. Purtroppo l’Italia in generale è ancora molto indietro per ciò che riguarda la funzione pubblica dell’arte fotografica.

Come mai avete deciso di affiancare questi tre nomi? Non esiste un tema che faccia da filo conduttore. La scelta è stata determinata dalla volontà di variare il più possibile l’offerta proposta agli avventori. La mostra di Capa (alla sua terza edizione dopo Roma e Firenze) è nata in occasione dell’Anno Culturale Ungheria Italia 2013 -2014 e racconta, con settantotto immagini in bianco e nero, gli anni della seconda guerra mondiale in Italia. Capellini rappresenta l’occasione per far conoscere il lavoro di un fotografo genovese di fama internazionale che è stato testimone dell’industria, della moda, dell’architettura del cinema e del teatro del Novecento. Vogel invece, attraverso una sessantina di foto che ritraggono la città di Genova dagli anni ‘60 ad oggi, ci sembrava un’ottima opportunità per far conoscere la città ai turisti che la visitano.

Avete adottato nuove strategie? La mostra di Capa, dato il richiamo del nome, avrebbe attirato su di se l’attenzione di un maggior numero di visitatori così, per indirizzarli anche a Capellini e Vogel, si è pensato di creare un biglietto unico a prezzo agevolato per tutte e tre le mostre. Novità assoluta è invece l’apertura protratta alle 23, per la sola mostra di Capa, durante il venerdì a partire dal 18 luglio. È una grande scommessa su cui puntiamo molto, ma di cui non possiamo dare ancora risultati di qualche tipo.

Quali sono le funzioni ricoperte dal vostro ufficio mostre? Tutta la parte organizzativa, di allestimento, prestiti e contatti. Per tutte le mostre, anche quelle che nascono internamente alla Fondazione, ci si avvale di società curatoriali esterne. Per ciò che riguarda l’aspetto economico, le mostre sono interamente finanziate dalla Fondazione al di fuori di quelle a grande impegno finanziario per le quali vengono create delle partnership economiche.

In che modo siete riusciti ad avere queste tre mostre? Il progetto di R. Capa, curato da Beatrix Lengyel all’interno del Museo Nazionale Ungherese di Budapest, siamo riusciti ad ottenerlo attraverso la Fratelli Alinari con cui spesso collaboriamo. Le mostre di Vogel e Capellini ci sono state proposte dagli artisti stessi e abbiamo accolto la proposta con entusiasmo.

Avete già dei dati per ciò che riguarda il numero di visitatori e gli incassi di queste mostre? Il numero totale di visitatori, ad oggi (luglio 2014), è di 13.000, dei quali 8.000 solo per Capa e i restanti 5.000  da dividere tra Vogel e Capellini. L’incasso totale è di 70.000€, di cui 60.000€ solo per Capa. Il livello qualitativo culturale rispetto a prima della nascita della Fondazione, quando ancora esisteva la Ducale S.p.A., è nettamente migliorato. Basti pensare che nei molteplici anni di esistenza della Ducale S.p.A., solo 5 mostre hanno superato le 100.000 presenze, in soli 6 anni, la Fondazione Palazzo Ducale ha già totalizzato 6 mostre al di sopra delle 100.000 presenze.

Programmi per Expo 2015? Durante l’appuntamento annuale con la rassegna “La Storia in piazza” ci siamo già occupati di sviluppare l’argomento attraverso il tema de “I tempi del cibo”, declinato secondo diverse chiavi di lettura, con una particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale in linea con Expo 2015. Abbiamo altri progetti ma non c’è in programma alcuna attività a Milano all’interno del padiglione Italia.

Quali cambiamenti porterà l’incorporazione della Fondazione Regionale per la Cultura alla Fondazione di Palazzo Ducale? In realtà sarà un’operazione di modesta esistenza perché la Fondazione Regionale non è una realtà dalle attività consolidate. Di grande interesse è invece il fatto che, in questo modo, diventeremo gestori e proprietari della Wolfsoniana incorporandone interamente il patrimonio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...