10 Domande ad Annamaria Gambuzzi

Contitolare della Galleria Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi & Co di Milano, Annamaria Gambuzzi è la neoeletta Presidente dell’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea (Angamc) per il quadriennio 2014/2018. Ecco gli obiettivi della sua Presidenza.

In un’intervista sul Giornale dell’Arte del 2013, il suo predecessore Massimo di Carlo cita la direttiva 2001/84/CE relativa al Diritto di seguito come madre di tutti i mali. Sono stati fatti passi avanti?

Stiamo cercando di ottenere un riesame del trattamento del Diritto di seguito applicato al mercato primario in modo da uniformarlo tra tutti i Paesi della Comunità Europea. Il nocciolo della questione attualmente è stabilire quali possano essere le caratteristiche per considerare una vendita di 1 ͦo di 2 ͦ mercato. Attendiamo risposte e, spero di non essere esageratamente ottimista, ma nell’arco di qualche mese si potrebbero raggiungere risultati certi e positivi.

 Durante il Summit di Arte e Cultura del Sole 24 Ore dell’11/04/2014 si è accennato ad una possibile definizione di un protocollo d’intesa per i casi esenti dal Diritto di seguito. Qualche novità?

Attualmente operiamo in regime di esenzione per le opere di importo non superiore ai 10.000 €, acquistate direttamente dall’artista e vendute entro 3 anni. Il Diritto di seguito inoltre non viene applicato ad opere al di sotto dei 3.000 €. Non posso ancora dire nulla ma la questione è in via di risoluzione.

 Si è parlato di un’Associazione poco attenta ai problemi del contemporaneo. Perché?

La “disattenzione” in realtà è biunivoca. Tra i nuovi galleristi l’adesione all’Associazione non è più stata sentita come un passo “obbligato” come invece accadeva anni fa. D’altra parte noi negli ultimi anni abbiamo forse rappresentato una realtà più “classica”. C’è la percezione di un’Associazione ecumenica, ma tutti, associati e non, beneficiamo dei risultati.  Credo fortemente che se le adesioni fossero più numerose, sommando energie di diversa provenienza, potremmo avere più voce in capitolo.

 In che modo intendete attirare più colleghi del contemporaneo?

Intanto il consiglio si è rinnovato ed è composto da persone più giovani con idee innovative. Poi, abbiamo in esame il rinnovo del sito, richiesta che molti associati ci rivolgono per renderlo un luogo dove trovare convenzioni, agevolazioni ecc., ma anche figure professionali che ruotano attorno a noi galleristi e colleghi che possono incontrarsi virtualmente negli spazi riservati.

 Riesame della normativa Iva: quali sono le vostre richieste?

Si è formato un gruppo d’interesse attorno all’avvocato Giuseppe Calabi. È molto semplice: proviamo a chiedere un’Iva agevolata del 10% su tutti gli scambi. Anche in questo caso, sarebbe fondamentale sviluppare un discorso di omogeneizzazione a fronte delle tassazioni più agevolate degli altri Paesi europei.

Qualche anticipazione su Expo 2015?

Nei prossimi giorni è previsto un incontro ed entro settembre dovrebbero concretizzarsi molte proposte. Il progetto a cui più teniamo contempla il riutilizzo degli ex Caselli Daziari di Piazza XXIV Maggio. Avremmo l’ambizione di spostare qui la nostra sede e allestire uno spazio espositivo in cui coinvolgere gli associati provenienti da fuori Milano. C’è anche un altro progetto per il Padiglione Zero all’interno della fiera, ma al momento sono ipotesi.

Avete sul tavolo proposte risolutive per il problema delle opere d’arte contemporanea alle dogane?

Si, assolutamente. Non si può più soggiacere al rinnovo ogni 12 mesi dell’importazione temporanea.

Qual è l’arte che è sopravvissuta alla crisi in Italia?

Non ho osservato una tendenza in particolare. L’Italia paradossalmente non è molto amica della pittura, quindi tutto quello che se ne è discostato negli ultimi anni ha avuto più successo. La scultura non è facile da vendere mentre, giovani concettuali o fotografia attraggono molto.

Che cosa l’ha guidata nelle sue scelte come gallerista? Si è sentita influenzata dalla crisi?

Le mie scelte sono sempre state dettate dalla passione, ho sempre avuto questo grande lusso nella vita. Paradossalmente questa crisi, che per tutto il mondo è epocale, per noi del mondo dell’arte non lo è. Per un gallerista italiano è ancora più rammaricante assistere all’instabilità italiana, perché nel resto del mondo il nostro settore non affronta queste difficoltà. Le opere d’arte si vendono comunque. La crisi vera c’è stata con la Guerra del Golfo. E’ stata tremenda, ma anche in quel momento non sono mai stata condizionata nelle mie scelte.

Dopo 50 anni dalla fondazione dell’Angamc, per la prima volta, una donna alla guida. Che ne pensa?

Penso che siamo assolutamente in linea con i tempi. Lo vede quante donne ci sono al governo? Sicuramente è un dato anche il nostro. Come sempre succede esistono delle “tendenze” e anche la nostra Associazione risente dell’andamento dei tempi. Insomma, non sono una mosca bianca. Si vede in molti ambiti, i giornali ne parlano. Le donne in questo momento hanno più responsabilità e c’è più aspettativa su di loro.

Francescapaola Merega

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