WILLIAM KENTRIDGE A “FIRENZE SUONA CONTEMPORANEA”: QUANDO L’ARTE DIALOGA CON LA MUSICA

Firenze Suona Contemporanea nasce nel 2007 come festival di musica da camera nella suggestiva cornice del Museo Nazionale del Bargello a Firenze e dal 2008 si concentra sulla musica colta contemporanea con una programmazione dedicata a compositori quali Elliot Carter, Olivier Messiaen, György Kurtág, Salvatore Sciarrino. Nel 2013 il festival incomincia un percorso diverso, accostando l’arte alla musica. Come spiega Andrea Cavallari, direttore artistico della rassegna, il fil rouge è “la volontà filosofica e concettuale di capire quali siano i collegamenti tra l’arte e la musica contemporanee, così abbiamo iniziato a sperimentare un approccio completamente nuovo: si è partiti dall’arte visiva per poi trovare un rapporto con la musica.” La scorsa edizione, infatti, ruota intorno al disegno Angelus Novus di Paul Klee e alla sua influenza sulla cultura musicale del secondo Novecento.

L’edizione di quest’anno, che si è tenuta dall’11 al 21 settembre, prende le mosse dal libro Scolpire il tempo del regista Andrej Tarkovskij e prevede la partecipazione dell’artista sudafricano William Kentridge: “Kentridge esplora il concetto del tempo in quasi tutte le sue opere e nel suo lavoro c’è una forte contaminazione tra arte e musica,” spiega Cavallari. L’artista ha esibito il video di 6 minuti Breath Dissolve Return, proiettato in sala ciclicamente prima dei concerti a partire dal secondo giorno della rassegna, mentre il primo giorno è stato presente come performer sul palcoscenico insieme al famoso compositore Philip Miller con un progetto realizzato appositamente per il festival. L’opera, dal titolo Paper Music, racchiude la proiezione di dieci video con musica originale scritta da Miller e suonata dal vivo in prima esecuzione. “Paper Music è stata a Firenze l’11 settembre, poi andrà alla Carnegie Hall di New York in novembre e da lì girerà il mondo,” ricorda Cavallari.

Il direttore artistico osserva la situazione culturale italiana con occhio disincantato e afferma che i contributi degli enti pubblici territoriali sono preziosi, ma insufficienti a sostenere la rassegna, e spesso i tempi di erogazione sono lunghi e incerti. “Per noi è necessario rientrare in un budget che si aggira tra i 100.000 e i 150.000 euro, ma se avessimo il doppio della cifra prevista potremmo evitare moltissimi tagli e pianificare una divulgazione internazionale, che viene realizzata in Italia solo dalla Biennale di Venezia. Noi purtroppo possiamo permetterci una promozione prevalentemente locale.” Sebbene Firenze Suona Contemporanea sia vincitrice del bando “La Toscana dei festival” e riceva per questo 12.000 euro dalla regione per il biennio 2013/2014, circa il 70% della rassegna è finanziato da fondazioni estere, quali Ernst von Siemens Foundation for Music, Stanley Thomas Johnson Foundation, The Amphion Foundation e altre, più alcuni privati italiani, ad esempio la galleria Lia Rumma che rappresenta Kentridge sul suolo nazionale.

Elisa Giuliana

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Featured image and slideshow images courtesy of Lia Rumma Gallery, Marian Goodman Gallery and Goodman Gallery, photos by Thys Dullaart and Marc Shoul. Slideshow images courtesy of Firenze Suona Contemporanea and La Nazione.

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