TORRE CANAVESE: UNA PINACOTECA A CIELO APERTO

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Torre Canavese è un borgo situato in Piemonte a pochi chilometri da Ivrea, simbolo di un passato progresso di olivettiana memoria.
Il paesaggio canavesano è perlopiù dominato da vallate di alberi, come ci si aspetta da un territorio situato ai piedi delle Alpi; il Comune di Torre si colloca all’interno di questo ambiente affermando una propria peculiarità: l’arte a libera fruizione dei cittadini.
Negli anni il paese è riuscito a consolidare la propria reputazione quale vero e proprio “museo a cielo aperto”, questo grazie alla sinergia tra la visione lungimirante e innovativa del gallerista e antiquario d’arte Marco Datrino e un’amministrazione locale aperta e disponibile.
Camminando per le vie di Torre è possibile ammirare una vasta quantità di opere di artisti dell’ex Unione Sovietica affisse ai muri delle case e in piena sintonia con l’architettura del paese.
“La scelta di artisti provenienti dall’Est Europa è il risultato di un lungo percorso, iniziato negli anni Novanta, che mi ha permesso di conoscere e apprezzare la cultura e l’arte di quelle zone”, afferma Datrino, e aggiunge: “Quando mi sono recato in Russia dopo il crollo del muro di Berlino sono rimasto estasiato dalla pittura c.d. realsocialista e ho subito deciso di allestire una mostra qui in Italia”.
Una pittura figurativa nata intorno agli anni ’30 del Novecento che si è protratta fino alla fine della Seconda Guerra mondiale, i cui principali soggetti sono paesaggi e il racconto del lavoro in fabbrica, tipico del periodo stalinista. Un movimento artistico nato principalmente per esaltare il progresso socialista e rendere l’arte facilmente comprensibile alla classe operaia.
Sono passati diversi anni da quella prima occasione di scambio culturale con la Russia; i legami con quell’ambiente culturale si sono consolidati, soprattutto con il museo di Kiev. Successivamente Mosca, seguendo l’esempio del museo ucraino, si è resa disponibile a prestare parte della sua collezione per allestire la prestigiosa mostra “I tesori del Cremlino”, tenutasi nuovamente a Torre Canavese nel 1993.
La decisione di creare questa pinacoteca a cielo aperto è stata un’intuizione artistica innovativa per questo piccolo paese del Canavese. “Ho selezionato quindici artisti rappresentanti tutte le repubbliche dell’ex Unione Sovietica e li ho invitati a Torre per la creazione delle loro opere”, dice Datrino, “qui a ognuno di loro ho suggerito un soggetto per i loro dipinti; inoltre gli stessi hanno donato due delle loro opere al Comune”.
L’amministrazione locale ha sempre collaborato con l’antiquario per l’organizzazione e per la valorizzazione di tale iniziativa; Datrino ha voluto che la proprietà delle opere fosse del Comune, il quale ha accolto con entusiasmo la donazione, tant’è che la loro conservazione compete all’amministrazione stessa.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: 150 opere in fòrmica che accompagnano il visitatore lungo le vie di Torre e altre 400 di proprietà del Comune, parte delle quali sono esposte nella Pinacoteca del paese.
L’iniziativa è stata successivamente estesa ad artisti provenienti da altre Nazioni, ne è un esempio la Cina; “sono molti i Paesi che hanno indetto dei veri e propri concorsi ai fini di selezionare gli artisti migliori come rappresentativi della propria cultura, ed anche le ambasciate hanno svolto un ruolo importante di collaborazione”, afferma l’antiquario.
Ancora una volta l’arte crea dei canali di conoscenza reciproca tra diverse culture e in questo caso essa è accessibile a chiunque.
Un’iniziativa di tale portata non è solo stata appoggiata dall’amministrazione, bensì anche, e soprattutto, dalla cittadinanza stessa, la quale si è sentita parte di un progetto e si è attivata per valorizzare le proprie strade e il proprio territorio; “non si vede una cartaccia per terra”, scherza l’antiquario.
I risvolti positivi hanno quindi toccato diversi aspetti: dalla creazione di rapporti istituzionali e non, lo scambio interculturale, l’attiva partecipazione della cittadinanza fino ad arrivare alla creazione di un vero e proprio turismo culturale.
Le idee di Datrino non si sono però esaurite, egli si è inoltre attivato per la valorizzazione della culturale nazionale e della sua memoria storica attraverso un altro progetto, quello de “la Viassa, la via felliniana”. Ai fini di consolidare la sinergia tra arte e territorio si è deciso di dedicare una via del paese alla figura di Federico Fellini; inaugurata nel 2009, lungo il percorso è possibile ammirare i personaggi dei film (sotto forma di sculture dipinte) del Maestro, che ha reso grande il cinema italiano nel mondo.
Tra ottobre e novembre verrà inoltre inaugurato un nuovo spazio espositivo del Comune, presso il quale sarà possibile visionare la restante parte di opere ricevute in donazione dagli artisti.
Torre Canavese si afferma quale vero e proprio paese votato all’arte, che nella stessa riconosce non solo un canale di comunicazione e di scambio tra diverse culture ma anche di partecipazione e creazione di una rete turistica di riscoperta di un territorio che, nonostante la depressione da cui è stato travolto negli ultimi vent’anni, cerca un modo innovativo per ripartire. Una nuova rinascita che inevitabilmente punta sul paesaggio e sull’arte e che non può prescindere da una buona collaborazione tra pubblico, privato e cittadini.

Chiara Fassin

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