MUSICA ED EVENTI NEL NO-PROFIT: LA STORIA DI “IO SUONO CON DAMIANO”

È in provincia di Latina, ad Aprilia, o più precisamente a Campo di Carne di Aprilia, che un gruppo di ragazzi si distingue per il proprio impegno nell’indagare le esigenze culturali del territorio. Da qui parte la proposta Io Suono con Damiano, un festival musicale giunto nel 2014 alla sua VI edizione.

Risponde alle nostre domande uno dei fondatori del festival, Davide Malvi.

Come nasce Io Suono con Damiano?

La manifestazione nasce nel settembre 2009 come evento alla memoria di mio fratello, Damiano Malvi. Damiano è scomparso tragicamente nel maggio dello stesso anno e un gruppo di ragazzi vicini a lui si è posto l’obiettivo di dare a tutti la possibilità di incontrarsi nel ricordo attraverso quella che era la passione che li accomunava a Damiano: la musica. E’ un evento rigorosamente gratuito che si svolge ogni anno nel campo sportivo G. Buzzi di Campo di Carne – Aprilia (LT) e che mira a coinvolgere il territorio sia attraverso una proposta musicale alternativa e attenta anche alla scena emergente sia con l’inserimento di eventi collaterali a supporto come mostre di arti visive, workshop, contest musicali, mercatini d’artigianato.

L’ultima edizione si è svolta il 6 settembre 2014: che risultati avete ottenuto?

Innanzitutto un ottimo successo di pubblico, abbiamo superato le 2000 persone! Quest’anno abbiamo voluto come band headliner i Marta sui Tubi, band indipendente ormai affermata a livello nazionale anche per la partecipazione al Festival di Sanremo 2012, e si è rivelata essere un’ottima scelta. Il pubblico è rimasto incollato sotto il palco per tutta la durata del concerto. Anche dal punto di vista organizzativo abbiamo raggiunto degli ottimi risultati: ci siamo resi conto di essere una macchina ben oleata in grado di allestire il tutto senza particolari intoppi.

Cos’è cambiato nel corso delle varie edizioni?

Nel corso degli anni sono cambiate molte cose, le prime due edizioni somigliavano più ad una commemorazione. Con la terza edizione abbiamo deciso di rinnovarci e di far diventare Io Suono Con Damiano un festival vero e proprio. Abbiamo cercato la presenza di band italiane affermate e ed abbiamo arricchito l’area festival con mostre, mercatini e altro. Chiaramente la presenza di band importanti ci ha imposto lo slittamento dell’ora d’inizio dell’evento e la riduzione della line-up sia per esigenze tecniche che di pubblico.

Come vengono scelte le band?

Per la scelta dei gruppi headliner bisogna sempre fare i conti col portafogli ed in base ai tempi. Per avere i Marta Sui Tubi quest’anno abbiamo fatto partire le trattative con larghissimo anticipo in modo da essere sulla loro agenda. Per quanto riguarda gli altri gruppi guardiamo alla scena musicale locale.

Come viene finanziato il festival? Ricevete un contributo dagli enti territoriali?

Fin dalla prima edizione il contributo più consistente è arrivato da sponsor locali. Abbiamo avuto molte difficoltà nella ricerca, all’inizio non ci conoscevano, non conoscevano le motivazioni alla base dell’evento né tantomeno avevano mai sentito nominare le band ospiti. Il Comune di Aprilia ci ha concesso il patrocinio e ci concede alcune agevolazioni, ma nessun finanziamento vero e proprio.

In che modo gestite il vostro budget? È stata costituita un’associazione culturale?

In realtà l’organizzazione del festival non è stata formalizzata. Costituirci come associazione culturale ci darebbe la possibilità di crescere moltissimo, ma per il momento abbiamo deciso di non farlo: l’evento si svolge in un campo sportivo che è di proprietà della parrocchia locale, e grazie a questa riusciamo a tutelarci e ad avere meno difficoltà nella richiesta dei permessi necessari all’evento.

Ci tengo comunque a precisare che Io Suono con Damiano è una manifestazione musicale no-profit e a ribadire che è rigorosamente gratuita per il pubblico.

Cos’è “Vernice”?

È un percorso espositivo che abbiamo previsto negli spazi del festival che ha ospitato estemporanee di pittura, street-art e performance. L’obiettivo era dare una visione d’insieme della scena artistica locale. Abbiamo deciso però di non continuare su questa strada per proporre qualcosa di nuovo: per l’edizione 2014 abbiamo scelto di sostituire lo spazio dedicato alle arti visive con tanti settori dedicati al mondo della musica, o meglio a tutto ciò che non riguarda direttamente l’aspetto performativo: abbiamo organizzato dei workshop con liutai della zona, etichette indipendenti, riviste musicali e tanto altro.

C’è stata partecipazione ai workshop?

La risposta è stata molto positiva, il pubblico ha partecipato con molto interesse. Sicuramente è un’iniziativa che verrà approfondita il prossimo anno.

Nel 2011 vi siete rivolti alle band emergenti con il contest “Lascia la traccia”: di cosa si tratta?

Purtroppo è un’iniziativa che è nata e morta nel 2011. L’intento era dare visibilità anche a band giovanissime ma almeno per il momento non siamo in grado di offrire un premio adeguato ogni anno. Volevamo provare la “formula contest”. L’obiettivo è dare alle persone un motivo per venire al festival, pensiamo di poterci riuscire attraverso un continuo rinnovarsi ma sempre senza perdere di vista la ragione che è alla base dell’evento. Cerchiamo sempre di essere molto chiari su questo perché si tratta di una manifestazione che nasce da un dolore condiviso e come tale merita rispetto.

Com’è cambiato il pubblico del festival nelle sue varie edizioni?

La fascia d’età è rimasta più o meno costante, va dai 20 ai 50 anni, ma abbiamo notato che si sta allargando la provenienza territoriale, potremmo dire che si è ampliata verso un livello regionale. La risposta è stata molto sempre buona e per fortuna cresce ogni anno! Per la VI edizione non sapevamo cosa aspettarci nonostante la presenza dei Marta Sui Tubi: non siamo in una grande città come Roma o Milano dove ci sono molti stimoli e molta curiosità, bisogna cercare di capire cosa è meglio proporre per un contesto come quello di Aprilia. I ragazzi della zona preferiscono le discoteche alla musica live e di conseguenza è difficile fare breccia con la musica indipendente o emergente. Ad ogni modo siamo felici dei risultati di quest’anno: bastava guardarsi intorno per percepire la soddisfazione dei presenti, inoltre la fascia di pubblico “senior” si è trattenuta fino a fine serata, decisamente una novità.

State già lavorando all’edizione 2015?

In realtà no. Tutti i membri dell’organizzazione sono persone (me compreso) che nella vita fanno altro, di conseguenza la gran parte del lavoro si concentra nei mesi a ridosso del festival. Sicuramente, come per ogni edizione, ci impegneremo per realizzare qualcosa di ancora più bello.

Benedetta Désirée Le Donne

 

 

Ulteriori informazioni su:
www.iosuonocondamiano.it/
www.facebook.com/iosuono
Photo: courtesy Marta Sui Tubi
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