Un nuovo inizio per il Museo Riso

Il museo Riso è il museo regionale di arte contemporanea di Palermo. La sua attività si basa sul SACS, lo Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia, che ha realizzato un archivio di giovani artisti locali selezionati dai direttori delle accademie di belle arti di Palermo e Catania e dai presidenti delle più importanti fondazioni d’arte del territorio. Lo scopo è quello di far conoscere i talenti siciliani e dare loro la possibilità di fare residenze in Italia e all’estero per poi tornare al museo ed esporre i frutti del loro lavoro. La prossima mostra che vedrà confluire le creazioni dei giovani artisti sarà il 24 Settembre, a compimento della permanenza presso la fondazione Merz di Torino, e si concluderà al Museo Riso con un concerto diretto da Willy Merz, presidente dell’omonima fondazione.

Come spesso accade in Italia, anche per il museo Riso la principale fonte di perplessità sono i finanziamenti pubblici. Il budget annuale dell’istituzione è di circa 700.000 euro, “ma ci aspettiamo sempre meno. In passato abbiamo ricevuto fondi eccellenti, però negli ultimi anni sono sempre più scarsi per via della crisi economica e dei tagli alla cultura,” afferma l’attuale direttrice Valeria Patrizia Li Vigni. Per questo anche il museo Riso ha recentemente accolto l’aiuto dei privati, grazie ai quali in primavera presenterà una mostra sull’artista poliedrico Emilio Isgrò, che sarà interamente finanziata da industriali siciliani. L’istituzione si affida anche ai fondi europei per i programmi operativi interregionali (POIN), che per il biennio 2013-2014 sono stati abbondanti: due progetti da 1 milione 300 mila euro ciascuno, che prevedono la ristrutturazione dell’edificio di Palazzo Riso e una proposta di riqualificazione culturale che include la collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi per allestire una mostra itinerante sull’emigrazione.

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Sono grandi risultati per il museo, che negli anni passati ha vissuto delle fasi di criticità che hanno quasi portato alla sua definitiva chiusura. Nel gennaio 2012 l’allora direttore Sergio Alessandro annunciava la “mancanza di certezze riguardo ai finanziamenti europei,” bloccati a livello regionale, e l’inizio del “cantiere di strutture di sopraelevazione che impediranno l’apertura del museo nei prossimi anni.” A questo comunicato è seguito l’offuscamento illegale del sito internet dell’istituzione da parte di un gruppo di artisti firmato “I cittadini per il Museo Riso”, nonché la totale smentita della notizia da parte dell’assessore regionale dei beni culturali Sebastiano Missineo. Alla fine il museo è rimasto aperto, ma, con le parole della direttrice Li Vigni, subentrata a Sergio Alessandro, Francesco Andolina e Sergio Aguglia nel 2013, “ci sono state difficoltà nella gestione precedente che hanno portato a disguidi organizzativi e forse a una confusione dei ruoli. Ho ricominciato col ricostruire da capo il sito internet e sto cercando di ripristinare un’immagine positiva del nostro museo.”

Oggi il museo Riso si presenta vivace e impegnato in una serie di attività culturali, interventi e laboratori volti a farlo conoscere sotto una nuova luce e anche ad attrarre nuovo pubblico. “L’obiettivo è quello di creare una fucina culturale intensa, perché il museo non deve essere solo un luogo dove contemplare delle belle opere, ma uno spazio di incontro creativo, vivo e in continua evoluzione,” afferma Valeria Li Vigni. In questo senso, la collaborazione con il Teatro Biondo Stabile di Palermo ha portato alla realizzazione di Lampedusa Beach, uno spettacolo proposto all’interno del museo stesso; o ancora, Riso riceverà una donazione da Maurilio Catalano – l’artista che, tra le altre opere, ha realizzato il dipinto di 30 mq visibile all’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. Questo lascito consiste in una selezione di torchi e pietre e avrà come fine ultimo la creazione di un laboratorio che trasmetterà agli istituti d’arte locali le tecniche per la stampa calcografica e litografica, ormai in via di estinzione. Infine, “ci stiamo muovendo anche sulla frontiera della realtà aumentata,” spiega la direttrice, “una recente installazione donata dallo Studio ++  permette di visualizzare dei contenuti artistici semplicemente puntando il proprio iPhone verso il portone del museo. Siamo il primo museo di arte contemporanea in Italia che usa questa tecnologia in questo modo.”

Elisa Giuliana

Photo courtesy of Museo Riso & Claudio Di Dio

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