WOW SPAZIO FUMETTO: UNA VISIONE INNOVATIVA DI MUSEO

 

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WOW Spazio Fumetto rappresenta un’importante realtà culturale per la città di Milano. A tre anni dalla sua inaugurazione, il museo è un esempio di come si possa diffondere l’arte, fare ricerca e divulgare la passione per il collezionismo della Nona arte.
Nella seguente intervista Luigi F. Bona, il direttore dell’istituzione, racconta come si riesca a fare tutto ciò in una realtà in cui il settore pubblico fatica a garantire i sussidi necessari alla valorizzazione dell’arte e della cultura ai suoi cittadini.

Com’è nato WOW Spazio Fumetto?

Il museo è stato il risultato di un lungo percorso che ho condiviso con l’amico Franco Fossati. Sin da quando eravamo ragazzini siamo sempre stati appassionati di fumetti e di tutto ciò che ruotava intorno alla Nona arte; crescendo abbiamo preso strade diverse, ma non abbiamo mai perso la fame di fumetti.
Quando Franco è scomparso ha lasciato una collezione di centinaia e centinaia di tavole, riviste e giornali; da lì io e gli altri amici abbiamo deciso di creare un’associazione, poi diventata Fondazione Franco Fossati dieci anni più tardi.

Cos’è successo quando avete deciso di modificare forma giuridica e diventare Fondazione?

A quel punto abbiamo ritenuto necessario trovare una sede e un luogo dove esporre la collezione; dopo una temporanea sistemazione a Muggiò, abbiamo partecipato a un bando presso il Comune di Sesto San Giovanni e infine ci siamo stabiliti a Milano. Non avremmo mai pensato di ricevere accoglienza in una città così grande, il posto ci è piaciuto subito e altrettanto velocemente abbiamo allestito l’esposizione.
Anche il nome “WOW” è stata una scelta spontanea; ci piaceva l’idea di un termine che richiamasse il mondo del fumetto ma che desse l’idea di innovazione ed entusiasmo, punti di forza di questa istituzione.

Com’è strutturato WOW?

Lo spazio si compone principalmente di due piani: a quello inferiore si trova l’esposizione delle mostre gratuite che organizziamo, la biblioteca, il bookshop e, separatamente, è presente una caffetteria. Al piano superiore invece sono presenti le mostre a pagamento. Si tratta di esposizioni molto faticose da preparare, che presuppongono una ricerca costante e continua da parte mia e dello staff.
Il museo non si occupa solo di conservazione ma principalmente l’attività è rivolta alla valorizzazione e alla riscoperta del patrimonio culturale italiano e internazionale che, anche se non si vede, c’è.

WOW Spazio Fumetto ha una visione internazionale nello svolgimento delle sue attività; è vero?

Sì, il museo è gemellato con quello di Bruxelles, città importantissima per il fumetto. Inoltre molte delle nostre mostre ci vengono chieste in prestito e noi siamo contenti di rispondere a tale richiesta. È anche un ritorno a livello di immagine per il museo.

Il museo è ad accesso libero; da dove ricavate il sostegno per coprire i costi di gestione?

La parte più importante degli incassi è quella che deriva dal bookshop; anche le mostre a pagamento danno un piccolo aiuto. Inoltre possiamo contare sul sostegno del Consiglio di Zona 4 e dalla Fondazione Cariplo, di cui avevamo vinto un bando che purtroppo è quasi in scadenza.
Inoltre come Fondazione abbiamo deciso di utilizzare lo strumento del 5 per mille, con il quale i cittadini posso devolvere in modo liberale della somme al museo stesso.
Infine, dal 3 al 31 maggio 2014 abbiamo attivato un’iniziativa di crowdfunding sulla piattaforma online Eppela per reperire i 5.000,00 euro utili al rifacimento della facciata del museo.

È importante la partecipazione degli sponsor?

Molto. Le sponsorizzazioni hanno un ruolo rilevante soprattutto nel reperimento di materiale e apparecchiature per le mostre, quali luci, videoproiettori e cavalletti.
Tra i nostri sponsor storici ci sono Epson e Cariplo.

Qual è la vostra strategia di comunicazione?

Non stiliamo un vero e proprio piano di comunicazione. Gli sponsor ci seguono da anni e con loro si è stretto un legame molto forte; per il resto ci affidiamo a Internet. Abbiamo un sito web dove comunichiamo tutte le mostre e gli eventi collaterali in programma ( www.museowow.it ) ed inoltre siamo attivi anche su Facebook, in modo tale da creare un contatto più diretto con gli interessati, soprattutto i giovani.

A proposito di giovani; WOW spazio fumetto organizza anche dei corsi di formazione e dei laboratori?

Esattamente. Abbiamo deciso di puntare molto sulla didattica. Innanzitutto il museo rimane chiuso la mattina proprio per dare la possibilità alle scuole di visitarlo, accompagnate da una guida; inoltre abbiamo attivato dei laboratori di animazione e scrittura creativa per bambini di età compresa tra gli 8 e i 13 anni. Ritengo sia molto importante avvicinare le nuove generazioni alla creatività. È insito nella vision di WOW.

Nel mese di aprile si è tenuta presso la sede di Christie’s a Parigi la prima asta di fumetti che ha fatturato circa 4 milioni di euro; ritiene che il fumetto rappresenti una nuova forma di collezionismo d’arte?

Quella dell’arte sequenziale è una tipologia di collezionismo molto pregiata e interessante. In Italia sono presenti due case d’asta specifiche del settore, anche se il mercato non si è ancora sviluppato come negli Stati Uniti o in Francia.
Ritengo inoltre sia ancora molto difficile attribuire un valore monetario alla tela ma sicuramente due discriminanti sono la rarità e la capillarità con la quale si è diffuso un fumetto.
Anche se in Italia si deve ancora arrivare al pieno riconoscimento della Nona arte, l’interesse verso questo mondo sta crescendo; ne è una prova il fatto che WOW Spazio Fumetto è riuscito a superare brillantemente la fase iniziale di start-up.

 

Chiara Fassin

 

 

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