La Grande Battaglia Avrà un Esito va in Laguna

 

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All’ex manifattura tabacchi di Corso Regio Parco a Torino, dall’ 8 settembre al 17 ottobre, vanno in mostra i sette vizi capitali, questo è infatti il significato dell’acronimo S.A.L.I.G.I.A. (superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, avarizia) titolo dell’edizione 2014 dell’Internazionale d’Arte LGBTE. In palio per il migliore artista dell’edizione 2014 la possibilità di esporre una propria personale in occasione dell’Internazionale d’Arte LGBTE 2015 a Venezia, che si svolgerà dal 6 maggio al 30 ottobre 2015 all’interno del Chiostro della Santissima Trinità dell’Ex Convento dei Frari, contemporaneamente alla Biennale d’Arte di Venezia 2015.

L’ Internazionale d’Arte LGBTE, che si regge su finanziamenti privati di circa 25000 euro per l’edizione di quest’anno,  è organizzata dall’Associazione Koinè in collaborazione con la Fondazione Artévision grazie all’idea di Telemaco Rendine, presidente dell’Associazione Koinè e della Fondazione Artévision e di Photissima. Nata nel 2001 con respiro nazionale e con l’intento di promuovere il lavoro di artisti omosessuali, giunge nel 2007 alla svolta internazionale e si dedica agli artisti emergenti in toto diventando LGBTE “La Grande battaglia Avrà un Esito”. Il nome  è sia l’augurio che la lunga battaglia per i diritti e l’inclusione senza discriminazioni di persone sia omosessuali che eterosessuali abbia un buon esito in futuro, ma anche l’affermazione che in questo evento già si realizzi tutto questo.

Quest’edizione ha preso il via tra molte polemiche legate al forte impatto della locandina scelta per pubblicizzare l’apertura della mostra; la loro intensità ha portato alla revoca del patrocinio da parte del sindaco Fassino. Mauro Pinotti, il fotografo vigevanese autore dell’immagine della locandina rappresentante il vizio della superbia, si dichiara stupito per lo scalpore suscitato da quella che nelle sue intenzioni era solamente una rappresentazione simbolica del vizio. Forse, aggiunge, ciò che ha infastidito non è stata l’immagine in sé, ma la scelta di un soggetto così lontano dalla canonica iconografia accattivante della donna che di solito viene proposta. Nonostante, o forse proprio per questo, la mostra si è aperta con grande partecipazione di pubblico al quale, in fondo, spetta sempre l’ultima parola.

Per l’edizione di quest’anno che prevede, come si è detto, un premio molto ambito, il comitato scientifico composto da Telemaco Rendine, docente di fotografia presso il Politecnico di Torino, da Sara Pedron, storica dell’arte e curatrice, da Giulia Gamba, project manager, storica dell’arte e curatrice e da Barbara Vincenzi, storica dell’arte e curatrice ha selezionato tra le molte richieste i seguenti ventuno artisti proposti in mostra: Alessandro Ferrari, Ana Devora, Antonio Nepita, Corina Cohal (Galleria CFR. artecontemporanea), Diego Baldoin, Flavio Fassio, Fulvio Bresciani, Gianna Carrano Sunè, Isotta Bellomunno, Marco Leone, Marie Malherbe, Mauro Pinotti, Michelangelo Zoppini, Michele Angelillo, Nicolas Zadounaisky, Paloma Rodera Martinez, Paola Ferla, Roberto Mitolo, Sandra Naggar, Shahria Sharmin, Teresa Condit

 Foto courtesy of LGBTE

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