Moira Ricci e il dialogo con la sua terra

Il 15 novembre presso lo Spazio Performatico ed Espositivo Dello Scompiglio di Lucca inaugurerà una mostra personale di Moira Ricci. L’artista, classe 1977 e nata ad Orbetello, dopo aver studiato fotografia presso la scuola Riccardo Bauer di Milano ha partecipato a mostre personali e collettive in Italia e all’estero ed è rappresentata dal 2010 dalla Galleria Laveronica di Modica.Recente è l’esperienza a Seul presso la Fondazione SongEun, dove ha presentato il suo lavoro “20.12.53 – 10.08.04” nella mostra collettiva e sempre in Corea, a Daegu, il 27 agosto è stata inaugurata una sua personale.

Il nuovo progetto site specific dal titolo “Dove il cielo è più vicino” ha come punto centrale il territorio della Maremma toscana e diventa un tributo della stessa artista nei confronti della propria terra, come se dovesse espiare un senso di colpa, ovvero quello della sua scelta di artista di allontanarsi da casa. Le storie personali quindi diventano nuovamente il punto di partenza per la ricerca artistica.

La mostra, curata da Emanuela De Cecco, con la quale l’artista aveva già lavorato nel 2006 presso la Galleria Artopia di Milano per il lavoro “Interfuit”, sarà suddivisa in tre parti: due video e una serie di immagini fotografiche.

“Il primo video è ispirato a un’antica leggenda inglese, detta “del diavolo mietitore” e nata durante la rivoluzione dei contadini alla fine del 1600, secondo la quale il diavolo si vendicò di un’ingiustizia dando fuoco al campo di un mezzadro. Questo video sarà come una preghiera al cielo, una richiesta di aiuto e di attenzione, ma anche un grido di dolore per la violenza dell’umanità nei confronti della propria terra. La serie fotografica, invece, ritrae alcuni poderi in cui le case sono private delle proprie finestre e porte assumendo così l’aspetto di tombe e di mausolei. Infine, l’ultimo video racconterà la trasformazione di una mietitrebbia in astronave, come a raccontare con rassegnazione il desiderio di lasciare” dice Moira Ricci.

Ancora una volta, l’artista toscana saprà quindi unire nel proprio lavoro fotografia e video, così da far emergere chiara l’idea che oggi l’arte contemporanea utilizza qualsiasi mezzo: dalla fotografia, al video, al disegno, alla scultura, alla perfomance. Infatti lei stessa afferma: “Non scelgo mai a priori quali strumenti utilizzare: ritengo che sia il mezzo a dipendere dall’idea e non il contrario”.

La mostra rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2015.

Veronica Guaita

 

 

Courtesy of http://www.strozzina.org

Courtesy of http://www.foam.org

Courtesy of http://www.italianarea.it

Courtesy of www.100fotografia.it

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