SARZANA E IL SUO FESTIVAL

Nonostante la crisi e la diminuzione dei finanziamenti pubblici i festival culturali italiani hanno aumentato il palinsesto degli incontri offerti e il loro pubblico. L’Italia è tempestata da manifestazioni e festival, e negli anni 2000 c’è stato un notevole incremento. Proprio da questa considerazione è nata la proposta del professore della Bocconi Guido Guerzoni di modificare la concezione di questi eventi, elevandoli alla stregua di veri e propri beni culturali. Nacque a Sarzana (SP) nel 2008 dalla collaborazione con l’allora direttrice del Festival della Mente, Giulia Cogoli, e il professor Guerzoni, il progetto di studio Effettofestival, un’analisi socioeconomica dei festival di approfondimento culturale in Italia. Secondo questa ricerva ogni anno si organizzano più di 1600 mostre e oltre 1200 festival, molti dei quali grazie al determinante sostegno delle fondazioni bancarie che non possono prescindere dallo stimare l’impatto socio-economico di questi eventi culturali. Per stimare l’impatto e costituire una casistica meglio analizzabile e adottabile da altri soggetti, il professor Guerzoni prende ad esempio il Festival della Mente di Sarzana e ne analizza la realizzazione, il successo di pubblico, i finanziatori e gli sponsor, la tipologia di eventi e le veriazione di questi elementi costitutivi nel tempo. Tutti questi dati sono stati raccolti ed elaborati grazie alla ricerca demoscopica C&C Research. Come spiega Guido Guerzoni, nelle prime edizioni la cittadina di Sarzana (21.000 abitanti residenti) ha raccolto un notevole numero di partecipanti al Festival (31.000), che nel 2013 sono diventati 45.000.

Il 2014 è stata un’edizione speciale perché Giulia Cogoli, organizzatrice e ideatrice del festival, dopo dieci anni ha passato le redini della manifestazione al nuovo direttore artistico, Gustavo Pietropolli Charmet. Psicologo e psichiatra, fondatore dell’Istituto Minotauro, il professor Pietropolli Charmet ha focalizzato il suo sguardo sul tema del rapporto tra generazioni, non dimenticando di mantenere elementi di continuità con le precedenti edizioni. L’impostazione generale è stata sempre quella degli altri anni: tre giorni di rassegna, dal 29 al 31 agosto, con incontri, spettacoli, workshop e laboratori, tutti situati nel centro storico della città di Sarzana, aventi come protagonisti scrittori, attori, fotografi, designer, scienziati, psicologi, filosofi e storici. Quest’anno il tutto è iniziato con una lectio magistralis di Mario Calabresi, direttore dal 2009 del quotidiano La Stampa, seguito dall’intervento di Roberto Napoletano, direttore del Gruppo Sole 24 Ore, che ha presentato il suo libro “Viaggio in Italia” (Rizzoli, 2014).

In quest’undicesima edizione una grande novità è stata la rassegna Parallelamente, che ha avuto come protagonisti artisti e associazioni culturali del territorio ed è stata fortemente voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di La Spezia come ci spiega uno dei tre organizzatori Massimo Biava: “nasciamo come volontà della Fondazione e l’idea è stata subito appoggiata dal Comune di Sarzana. La Fondazione ci ha offerto i service, i comunicati stampa e il materiale cartaceo e il comune ha offerto l’appoggio della parte logistica”. Il Comune di Sarzana e la Fondazione Carispe già per la decima edizione avevano sottoscritto un protocollo d’intesa, deliberato in giunta comunale nel gennaio 2013, passando la gestione dell’evento “Festival della Mente” nelle mani della Fondazione Eventi srl Unipersonale, che andò a sostituire la società Città di Sarzana-Itinerari Culturali scrl, lasciando proprio al Comune di Sarzana l’onere dei supporti logistici.

Unico tasto dolente degli eventi di questi festival, compreso quello di Sarzana, è che la partecipazione dei giovani è evidente solo tra i volontari e non tra il pubblico. Le conferenze sono, infatti, seguite in prevalenza da adulti nella fascia di età tra i 35 e i 54 anni (65,8% dei partecipanti) con un alto grado di istruzione (laurea), come dimostra l’ultima ricerca Effettofestival presentata. La coordinatrice dei volontari Lorenza Lazzini ci racconta: “Quest’anno abbiamo avuto circa 600 ragazzi volontari, divisi tra studenti del liceo e una cinquantina di universitari, che ormai sono affezionati alla manifestazione. Quest’anno abbiamo preso contatti con le scuole nel mese di aprile e abbiamo fatto le prime riunioni nel mese di maggio, si raccolgono le adesioni, poi nel mese di luglio-agosto abbiamo chiesto la conferma. C’è stata una grossa affluenza, incrementata da ragazzi stranieri arrivati in Italia per un anno di studi, ospitati dal Rotary Club Sarzana-Lerici, che hanno chiesto di prendere parte all’attività di volontariato con i loro coetanei italiani. Anche Lorenza Lazzini non smentisce che il problema del festival sia la carenza di giovani nel pubblico, ma afferma anche che “in dieci anni di festival c’è stata un evoluzione dell’interesse e i ragazzi che sono stati volontari li ritroviamo oggi tra il pubblico”.

Senz’altro il Festival della Mente sta cercando di comunicare con interlocutori giovani attraverso l’uso dei social network e delle applicazioni create per iPad e iPhone. Il profilo ufficiale di Twitter è molto attivo durante la manifestazione ed è gestito dai volontari che girano per Sarzana con magliette riportanti gli hashtag dedicati al Festival della Mente. L’applicazione aiuta a poter condividere eventi, acquistare biglietti online, creare un proprio calendario degli incontri (My Festival) e cercare punti d’interesse nelle vicinanze degli eventi.

ENRICA PASSALACQUA

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