Palazzo della Ragione Fotografia: la nuova rivalutazione culturale guidata dall’assessore alla cultura Filippo del Corno

Uno dei principali palazzi della Milano comunale torna a pulsare nel centro storico  cittadino grazie ad un miglioramento impiantistico di climatizzazione che restituisce al palazzo una funzione effettiva che potrà essere esercitata 12 mesi all’anno. Palazzo della Ragione, dal 1228 simbolo di una città dinamica e prosperosa, riapre stabilmente le porte al pubblico con la mostra permanente “Genesi” del fotografo brasiliano Sebastião Salgado. “È senza dubbio uno dei palazzi più importanti ed antichi della città con una storia molto ricca che si è intrecciata allo sviluppo della città stessa. Grazie alla sua posizione centrale riveste un significato di enorme importanza per il profilo urbano e sociale di Milano”, ci dice in un’intervista l’assessore alla Cultura Filippo del Corno. Con questo importante progetto prosegue il percorso della nuova  amministrazione comunale per restituire  una definita identità a tutti i principali luoghi della cultura milanese. Dopo i numerosi lavori eseguiti presso Rotonda della Besana, divenuta la maggiore sede espositiva dedicata ai bambini, la rivalutazione e la nuova manutenzione di Palazzo della Ragione, sono state operate dalla forte sinergia di energie pubbliche e private: i tre operatori Civita, Contrasto e GAmm Giunti, a cui è stata affidata la programmazione della produzione delle mostre condivisa con il Comune di Milano,  si sono uniti sostenendo tutti i costi del progetto ed assumendosi  una parte del rischio di impresa. “Questa collaborazione è per noi fondamentale: utilizziamo spesso la formula di un patto tra utilità pubbliche e private in vista di una reciproco vantaggio. Da una parte il settore pubblico, nonostante la contrazione delle risorse, riesce ad aumentare la qualità e la quantità dell’offerta culturale della città; dall’altra si concedono agli enti privati  importanti opportunità di realizzazione di progetti espositivi di largo respiro, come questo di Genesi”, continua l’assessore. La scelta di allestire all’interno del palazzo solo mostre fotografiche non è casuale, ma risponde alla conformazione duttile e flessibile della struttura stessa: “le alte pareti permettono infatti l’esposizione di grandi formati come quelli fotografici; inoltre lo spazio può essere ogni volta reinventato in maniera utile e intelligente in modo tale da permettere alle singole esposizioni di trovare un loro allestimento che ne garantisca l’originarietà del percorso narrativo; tutto ciò permette di conferire alla mostra  fotografica una enorme lavagna vuota dove reinventare nuovi progetti ed allestimenti”,  spiega l’assessore Del Corno. Molto ricco si presenta il calendario per le future esposizioni  nel Palazzo: tra novembre e febbraio 2016, saranno ospitati i capolavori fotografici di altri quattro artisti: William Klein, Walter Bonatti, Edward Burtynsky e James Nachtwey. Con il primo l’ampio  salone farà spazio ad un ricco allestimento multimediale con una mostra già in parte presentata alla Tate Modern di Londra e al Foam di Amsterdam. Con Walter Bonatti saranno esposte gli scatti che l’artista ha eseguito in giro per il mondo, testimoniando l’unione profonda tra uomo e natura. Burtynsky presenterà il suo ambizioso progetto “ Watermark”: le fotografie, scattate in 10 diversi paesi del globo, avranno lo scopo di documentare la portata e l’impatto della consumazione e della produzione idrica nel pianeta. Nachtwey presenterà a Milano “Pietas”, una mostra-installazione per testimoniare e diffondere le crudezze della guerra. Da maggio 2015 il Palazzo ospiterà anche i lavori di numerosi artisti italiani con la mostra “ Grand Tour Italia. Viaggio nel nostro paese attraverso 80 anni di grande fotografie”.

LA MOSTRA

“Genesi è la ricerca del mondo delle origini, come ha preso forma, si è evoluto, è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse i propri ritmi e iniziasse ad allontanarci dall’essenza della nostra natura”: queste le parole di Lèlia Wanick Salgado, curatrice e moglie dell’artista brasiliano Sebastiao Salgado. Dopo otto anni di ricerche e trentadue spedizioni in luoghi ancora incontaminati dalla mano dell’uomo, “Genesi” appare al grande pubblico come un inno d’amore all’universo e a tutte le sue creature. Dopo Roma, Londra, Toronto, Rio de Janeiro e decine di altre città, la mostra approda a Milano anticipando i temi che saranno approfonditi all’Expo 2015. “Abbiamo deciso di suddividere il materiale in cinque sezioni, come se dividessimo il globo in cinque parti. Il nostro viaggio è iniziato nel sud della terra ed è continuato in Africa fino alle numerose isole definite “I santuari del Pianeta” per la loro particolare biodiversità; successivamente abbiamo raggiunto l’emisfero nord con le sue regioni fredde e infine l’Amazzonia”, continua la curatrice. Le 245 immagini allestite nel grande salone di Palazzo della Ragione, compongono un lungo itinerario di scatti in bianco e nero:volti scuri di indigeni, foreste, spiagge esotiche, animali selvatici che “provano come il nostro pianeta includa tuttora vaste regioni remote, dove la natura regna nel silenzio della sua magnificenza immacolata”, afferma Lèlia Wanick Salgado. All’origine dell’intento dell’artista vi è uno scopo molto preciso: presentare il pianeta in un modo nuovo ed originale. “Non ho voluto puntare il mio obiettivo sull’uomo ma sulle meraviglie che ci circondano. Non ho voluto assumere l’atteggiamento di un antropologo né di uno scienziato, ma ho fotografato con il semplice occhio di un curioso per mostrare ciò che mi aveva toccato nell’ intimo”.

Carlotta Accardo

Courtesy of: Stefano Pavesi/Contrasto

Courtesy of: © Sebastião Salgado/Amazonas Images

 

Fotografia esposta nella mostra "Genesi"

Fotografia esposta nella mostra “Genesi”

 

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