Lo sciamano Kandinskij a Vercelli

La mostra “Kandinsky-l’artista come sciamano” che si è tenuta all’Arca di Vercelli dal 29 marzo al 6 luglio 2014 espone ventiduecapolavori del maestro provenienti, oltre che dal Museo Russo di Stato di San Pietroburgo, da altri otto musei sul territorio russo, prodotti negli anni tra 1901 e 1922, affiancati da otto opere di artisti delle avanguardie come Vasilij Denisov e David Burljuk. Con uno stanziamento complessivo di circa 300.000 euro pubblici, più sponsor privati, la cittadina piemontese crea una mostra raffinatissima e inusuale.

Vassilij Kandinskij (4 dicembre 1866, Mosca-13 dicembre 1944, Neuilly-sur-Seine) dichiara in un diario che fino all’età di trent’anni aveva desiderato essere un pittore, ma poiché l’arte gli sembrava un lusso eccessivo per un russo, aveva optato per l’economia politica. Proprio grazie a questa qualifica di studioso di economia nel 1889 si cimenta in una spedizione nel Governatorato di Vologda (Siberia). Lì incontra la tribù dei sirieni, etnia dei komi, grazie alla quale entra in contatto con una realtà che influenzerà tutta la sua produzione artistica. Scriverà anche alcuni articoli scientifici sull’argomento e si documenterà per il tramite di amici etnologi sulle numerosissime popolazioni di quelle aree.

Il percorso espositivo si articola in un continuo contrappunto tra le opere del pittore e oggetti della tradizione sciamanica siberiana e polare. I pezzi provengono dalla Fondazione Sergio Poggianella di Rovereto che vanta una vasta collezione di manufatti sciamanici dell’Eurasia.

Osservando questi straordinari reperti si nota subito l’effetto che la riscoperta delle origini etniche della sua famiglia e la rivalutazione delle etnie ugro-finniche e nordiche, che tanto pesano nella cultura russa,  abbiano segnato l’arte di Kandinskij.

Alcune figure ricorrenti come il cavallo, il cerchio o il triangolo sono direttamente riconducibili ai simboli e oggetti sciamanici e servono a infondere nell’opera il vero spirito russo. Le esperienze vissute tanti anni prima durante la spedizione riaffiorano nella sua arte. Nel catalogo si possono vedere le fotografie degli sciamani delle terre visitate da Kandinskij così da dare un volto alle descrizioni che fa nelle sue pagine di appunti. Le foto provengono dal Museo delle Culture di Lugano, il cui direttore Francesco Paolo Campione è ideatore della mostra insieme a Claudia Beltramo Ceppi Zevi e Eugenia Petrova, direttrice del Museo di Stato Russo.

Giulia Bisogni

Courtesy of http://www.corriere.it
Courtesy of http://www.turismointoscana.it

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