ARTE MODERNA E POST WAR AD ART BASEL 2014

Si è conclusa da poco a Basilea la 45a edizione di Art Basel (19-22 giugno), la più prestigiosa e celebre tra le fiere d’arte moderna e contemporanea del mondo.

Tra le gallerie presenti figuravano le maggiori gallerie internazionali d’arte moderna e post-war, tra cui le newyorkesi Acquavella Galleries, Barbara Mathes Gallery, Helly Nahmad Gallery, Galerie St. Etienne e Van de Weghe Fine Art, e molte europee, come le gallerie svizzere Gmurzynska e Thomas Ammann Fine Art, le tedesche Galerie Thomas e Galerie Karsten Greve, le londinesi Waddington Custot Galleries, Malborough Fine Art, Richard Nagy e la parigina Natalie Seroussi. Solo due tra le sedici gallerie italiane presenti nella sezione Galleries hanno portato artisti moderni e post-war storicizzati: la Galleria Tega di Milano e la veronese Galleria dello Scudo.

Nonostante l’importanza di queste gallerie e degli artisti rappresentati, la sensazione è che quest’anno si sia rivelata preponderante la presenza degli artisti del contemporaneo rispetto ai grandi nomi del moderno. La maggiore attenzione dimostrata ad Art Basel per il contemporaneo non sorprende se si guardano i risultati delle più importanti aste internazionali di Sotheby’s e Christie’s degli ultimi mesi e in particolare quelle di maggio di New York dove è diventato evidente il sorpasso dell’arte post-war e contemporanea su quella moderna.

Sul dopoguerra, per esempio, ha puntato Galleria Tega di Milano che, oltre a Paul Klee, Pablo Picasso e Giorgio Morandi, ha presentato varie opere di Lucio Fontana, tele e ceramiche come l’interessante “Arlecchino”, Alberto Burri, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Mimmo Rotella e Gino De Dominicis, e che ha venduto al di là delle aspettative, come confermato da Eleonora e Francesca Tega, a istituzioni e musei stranieri e italiani e a collezionisti privati prevalentemente europei.

Anche Galleria dello Scudo, che presentava Morandi, Fontana, Burri, Giuseppe Capogrossi, Afro ed Emilio Vedova, ha venduto le proprie opere con successo a collezionisti privati, di provenienza geografica molto diversificata, compresa l’area asiatica, ed ha beneficiato dell’ottimo momento che l’arte moderna italiana sta vivendo sul mercato internazionale da qualche anno a questa parte. Filippo Di Carlo ha espresso soddisfazione sull’andamento della fiera, sottolineando il fatto che l’arte moderna e post-war tiene nel mercato in quanto valore ed investimento stabile, non influenzabile da “bolle”, da fenomeni di moda e da strumentalizzazioni finanziarie.

 

Potete scaricare il report completo qui

 

Maria Carla Ramazzini Calciolari

 

Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attesa, 1961

Giorgio Morandi, Natura morta, 1954

Courtesy of Galleria dello Scudo

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