L’arte indiana si fa strada ad Art Basel

Si è conclusa la 45esima edizione di Art Basel (19-22 giugno), che si conferma la più importante fiera d’arte contemporanea mondiale, appuntamento clou per appassionati e professionisti d’arte che registra ogni anno straordinari record; e questa edizione non è stata da meno.
Hanno partecipato 285 gallerie da tutto il mondo; l’Asia è ogni anno più presente e la presenza indiana, seppur esigua in termini numerici, è comunque significativa.

Le due gallerie indiane presenti a Basilea quest’anno sono state Chelmoud Prescott Road, galleria di Mumbai, che partecipa ad Art Basel anche nelle edizioni di Hong Kong e Miami, e GallerySKE di Nuova Dehli, che è al suo quinto anno consecutivo di presenza in fiera.
La prima ha proposto l’installazione “The Hero” di Atul Dodiya (1959), assemblaggio di oggetti e ritratti che trasformano la parete in una vera e propria collezione di trofei. In merito, la gallerista commenta: “Dietro alla scelta di portare in fiera un’opera come questa c’è un progetto curatoriale; solo in secondo luogo si pensa alla vendita. Paradossalmente, questa è stata la prima opera che abbiamo venduto ad inizio fiera, per 72.000 dollari.”
Nella stessa galleria, l’installazione di Hema Upadhyay (1972), due enormi pannelli di carta ricoperti da chicchi di riso bianco, alcuni dei quali portano scritte citazioni di importanti filosofi, leggibili solo attraverso lenti di ingrandimento è stata venduta, invece, proprio ad un collezionista italiano. Le quotazioni dell’artista per opere come questa si aggirano attorno ai 28.000-30.000 dollari.

Nella sezione Unlimited della Fiera, in cui sono esposte opere di dimensioni monumentali, la galleria GallerySKE ha presentato, in collaborazione con Galerie Templon di Parigi-Bruxelles, una video-installazione di Sudarshan Shetty (1961), “Waiting for others to arrive” del 2013, di quelle che suscitato l’interesse di una fondazione o di un museo (le sue quotazioni arrivano fino a 75.000 dollari per i dipinti, ma è la prima volta che l’artista si cimenta con il video). Anche nello stand della galleria era presente un’opera di Shetty, un’installazione che consisteva in teste di cervo con corna di vetro, pure venduta.
I galleristi si sono detti molto soddisfatti dei risultati ottenuti quest’anno ad Art Basel. Gli artisti esposti avevano quotazioni molto variabili, perciò avvicinabili da diversi tipi di compratori, non solo indiani o asiatici ma anche europei.
È dunque, quello dell’arte contemporanea indiana, un mercato ancora in espansione, in attesa del suo momento di totale affermazione, che potrà essere apprezzato a pieno, forse in Asia, tra qualche anno.

Puoi scaricare la versione PDF dell’articolo qui.

Serena Goi

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...