la riproducibilità tecnica nell’era dell’opera d’arte

Dal 19 al 22 giugno 2014 Basilea ha ospitato la 45esima edizione di Art Basel. Più di 95mila i visitatori, includendo operatori del settore e appassionati. La fiera, nata con l’idea di essere dedicata alla vendita di opere d’arte, con il tempo si è affermata come una vetrina per l’arte contemporanea. E’ nel 1999 che Art basel crea una sezione film, riconoscendo il ruolo delle immagini in movimento nell’iconografia contemporanea. L’uso delle  “immagini in movimento” nell’arte non è solo concettuale, ma si ritrova, anche in istallazioni e performance.
Anche se “i media basati sul tempo”stiano diventando sempre più popolari, non sono mai stati facili da vendere, la fiera rappresenta per le gallerie, sempre un’ottima occasione per presentare i propri artisti.
Il discorso del collezionismo delle immagini in movimento è particolare  ampio a causa della sua versatilità, infatti,  si declina in tutte le sezioni della fiera.
Nella sezione  espositiva “Art Unlimited”, dedicata alle opere di dimensioni monumentali e curata dal critico Gianni Jetzer, si sono annoverati artisti quali  l’americana Alex Prager, grande rivelazione con  la sua notevole opera  “Face in the Crowd”, ; la francese Laure Prouvost,  appena vincitrice del prestigioso premio Turner Prize   presenta un  mixed-media installation di 14 minuti, “Wantee” (2013), raffinato  esperimento di indagine sui confini tra finzione e realtà; João Maria Gusmão e Pedro Paiva, la coppia portoghese che ritrae immagini inconsce in movimento in una camera oscura (“Before falling asleep, a pre-cortical image inside a moving train”, 2014) ( ora esposti all’Hangar Bicocca); l’artista olandese Melvin Moti con “The Eightfold Dot” (2013), film muto a colori, realizzato in 35 mm, incentrato sul concetto di spazio quadridimensionale, tema ripreso da artisti quali Duchamp, van Doesburg e Mondrian; Tacita Dean,(ora a Como con l’opera ” Craneway Event”) artista britannica,legata alla fondazione Ratti ,sorprende il pubblico  con il photogravure “Quatemari” (2014), ispiratole da un programma televisivo sui vulcani. Forte anche la presenza svizzera con Claudio Moser, la cui opera “toi” (2009-2013) apre una riflessione atemporale sul non-luogo: “I loose my orientation”- commenta l’artista svizzero.
Il price range per le opere esposte nella citata sezione oscilla tra i 20.000 e i 80.000 €.
Nella sezione Features,  la Goodman Gallery, dichiara di aver venduto l’opera di William Kentrige “Thinking on one’s feet”(2013) per 20.000$. Nessuna intervista rilasciata dalle gallerie giapponesi.
La galleria berlinese Neugerriemshneider, sottolineando la riservatezza delle trattative, si limita a dichiarare che i videoartisti ospitati al suo interno hanno riscontrato un apprezzabile successo di mercato.
Per quanto riguarda “l’arte digitale”, invece,  citiamo la presenza della giovane artista americana,Trisha Baga, presente a Basilea negli stand delle gallerie Société e Giò Marconi con “Love-Poem”, venduta ( il  price range   si aggira tra i 10.000 e i 16.000 €). L’opera  è una composizione che vuol rappresentare la realtà virtuale:  un video in 3D, due tele e alcuni oggetti di uso comune.
Nella sezione “14 rooms” è  l’artista della performance Ed Atkins a segnare la presenza del collezionismo delle “immagini in movimento” con il suo lavoro “No-one is more ‘work’ than me”, in cui esplora  questa esistenza segnata dalla tecnologia.
I dati raccolti rivelano tutto il potenziale di questa forma di collezionismo.

La versione approfondita dell’articolo LE IMMAGINI IN MOVIMENTO AD ART BASEL

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“Before falling asleep, a pre-cortical image inside a moving train” 2014

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Exihibition

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“Before falling asleep, a pre-cortical image insiede a moving train” 2014

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Exhibition

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“Before falling asleep, a pre-cortical image inside a moving train”2014

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“Tayouwood”, 2014

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“Tayouwood” 2014

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Exhibition

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“Untitled” 2013

 

Elisabetta Graziano

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