CRESCE LA PERFORMANCE CON ART BASEL 2014

L’edizione 2014 di Art Basel rivela il crescente interesse del mondo dell’arte nei confronti della performance. La mostra “14 Rooms”, curata da Klaus Biesenbach e Hans Ulrich Obrist, ha registrato un notevolissimo flusso di spettatori destando molta curiosità verso questo filone della ricerca artistica che dopo i prolifici anni ’60 e ’70 si arricchisce di nuove sperimentazioni ed esigenze di pubblico.

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«Ci troviamo certamente in un momento grande fermento, dichiara Raffaella Cortese dell’omonima galleria che rappresenta Joan Jonas, presente in mostra con la performance» “Mirror Ceck” del 1970. «Si cerca di capire in che modo sia possibile fruire di questa forma d’arte e allo stesso tempo di portare all’attenzione nuove questioni». Complementare all’aspetto della ricerca è il tentativo di espandere il mercato di questa tipologia d’arte, spesso legato alla vendita della documentazione dei lavori degli artisti (foto o video) o degli oggetti in essi coinvolti, anche se non mancano vendite di performance “live”.

La galleria PMS di Berlino ha presentato nella sezione Statements un inedito lavoro dell’emergente Christian Falsnaes, artista che utilizza la performance come linguaggio artistico privilegiato, costruendo situazioni che vogliono indagare conflitti e frustrazioni umane spesso coinvolgendo anche il pubblico. La galleria dichiara che il mercato dell’artista è più spesso legato agli oggetti prodotti durante le performance, ma il progetto presente in fiera è stato pensato come una serie di tre “pièce”, una delle quali è stata venduta ad un collezionista privato alla cifra di 18.000 euro.

La galleria brasiliana A Gentil Carioca, per la prima volta nella sezione principale di Art Basel, ha realizzato un’esposizione insolita operando nei giorni di fiera ben tre cambi di allestimento dello stand. Sono stati esposti rispettivamente un progetto di Laura Lima, Jarbas Lopes e Josè Bento il cui filo conduttore è l’elemento umano, distaccato e invisibile perché dietro una parete, ma allo stesso tempo presente e caratterizzato dalle sue sole braccia che uscendo dal muro sorreggono e manipolano un oggetto. Il progetto di Bento prosegue per tutto lo spazio dello stand con installazioni geometriche che riprendono l’arte brasiliana neoconcretista, è un “concetto” concepito in una serie di tre, ed ogni “pièce” è in vendita alla cifra di 20.000 dollari. Collezionisti di tutto il mondo hanno mostrato notevole interesse per questi artisti, in particolare per Laura Lima, già presente in una delle 14 Rooms, il cui progetto, la sua “instance” come lei stessa lo definisce, è interamente sold-out.

Potete trovare il report completo QUI.

Benedetta Désirée Le Donne

Otobong Nkanga, “Diaspore”, Courtesy of Art Basel

Laura Lima, “Man=Flesh/Woman=Flesh – FLAT”, Courtesy of Art Basel

Joan Jonas, “Mirror Check”, Courtesy of Art Basel

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