L’arte polacca riscuote successo a Basilea

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Ottimo anno a Basilea per l’arte polacca. L’edizione numero 45 di ArtBasel, che si è svolta dal 19 giugno al 22 giugno 2014, si è dimostrata fruttuosa in termini di vendite per tutte le gallerie polacche partecipanti. Andrzej Przywara, direttore della storica Foksal Gallery Foundation di Varsavia, ha portato in fiera gli stessi artisti dell’anno scorso: Piotr Janas,Edward Krasiński, Wilhelm Sasnal e Monika Sosnowska, e si sbilancia dicendo che questa edizione è stata la migliore per loro.

Ugualmente soddisfatti allo stand di Starmach(Cracovia), galleria che tratta artisti storici della scena polacca come Tadeusz Kantor e Roman Opałka. “L’arte polacca è così unica e a tratti bizzarra -basta vedere la “Sculpture lamp” 1967 di Alina Szapoznikow- ed è molto amata dai collezionisti privati europei e dai musei”. Entrambe le gallerie hanno esposto dipinti e sculture di piccole dimensioni con un price range tra 35.000 e 100.000 euro per Foksal e 22.000 e 800.000 euro per Starmach.

L’arte polacca non registra grandi numeri, ma sicuramente occupa un posto di tutto rispetto nel panorama internazionale; quasi tutti gli artisti presentati in fiera hanno numerosi passaggi in asta, mostre personali e partecipazioni a importanti fiere come Frieze o eventi internazionali come Documenta. Il fatto che anche tre gallerie non polacche come Andrew Kreps (New York), Metro Pictures (New York) e Nordenhake (Berlino) esponessero lavori di artisti di questo paese costituisce ulteriore  conferma dell’ interesse internazionale per l’arte polacca.

Liz Mulholland di Andrew Kreps, che espone opere di Gosha Macuga, c-print “The face of a woman” 2013, e di Honza Zamojski, la scultura “Holding the world” 2014, precisa che i due artisti hanno un nome nel mondo dell’arte non per la loro nazionalità, ma per la qualità dei lavori, il price range dello stand di Andrew Kreps andava da 20.000 a 100.000 $. La scelta di rappresentarli è stata dettata dall’importanza di questi artisti sulla scena contemporanea anglosassone e statunitense.

Già venduto nei primi giorni di fiera il dipinto di Paulina Olowska “Constructivish driedulk”, 2014 da Metro Pictures, prontamente sostituito da due collage della stessa artista tra cui “Faces of Hanna Hoch” 2013. Da Nordenhake due compratori si sono contesi una scultura di Paweł Bałka intitolata “Steel, earth, electric blanket, felt”, del 1992.

Il bilancio dei galleristi è dunque positivo in un’edizione di Art Basel particolarmente stimolante, in cui la crisi sembra aver attenuato i suoi effetti.

Puoi trovare il resto del report qui

Giulia Bisogni

Courtesy of Foksal Gallery, Warsaw
Courtesy of Starmach Gallery, Krakow
Courtesy of Andrew Kreps Gallery, NY
Courtesy of Metro Pictures Gallery, NY

 

 

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