PERCHE’ ARTE E MANAGEMENT VANNO DI PARI PASSO

Arte e Management: due termini generalmente percepiti come distanti e inconciliabili. E non a torto, se consideriamo che il processo della creazione artistica si svolge lontanissimo da qualunque logica manageriale.
Ma questi due mondi si avvicinano inscindibilmente nel momento in cui l’opera è stata creata, quando il suo valore artistico intrinseco deve affacciarsi nella società, e da questa essere riconosciuto: senza questo riconoscimento, l’arte non ha senso. Stiamo parlando di valore, non ancora di prezzo. Stiamo parlando, ovviamente, di valorizzazione.
Valorizzare significa – utopisticamente – fare in modo che niente del valore intrinseco dell’arte vada sprecato: ecco il management; significa creare interesse attorno a questo valore. Che sia l’interesse specialistico degli attori del sistema dell’arte, o quello generico della società nel suo complesso, in ogni caso interesse vuol dire una cosa ben precisa: denaro. Le persone sono disposte a pagare se susciti il loro interesse. È qui che la creazione artistica genera la sua dimensione più squisitamente economica: una dimensione non contingente o accessoria, ma necessaria e inevitabile nel caso di un’arte che voglia vivere nel mondo.

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