Perchè arte e management vanno di pari passo

“Con la cultura non si mangia” è la dichiarazione più pusillanime che si possa udire.  Si sa che i pregiudizi sono duri a morire, ma lascia quantomeno esterrefatti l’apprendere che ancora oggi, personaggi di autorevolezza mondiale, proclamino simili slogan. Per dirla con Cicerone Quo usque tandem..abutere patientia nostra? Finora con l’arte, i beni culturali e il turismo indotto,  la nostra società non ha tratto palesi benefici economici a causa dell’ignoranza di strategie comunicative, di marketing e di controllo del territorio.  Se a questo si aggiunge l’atavica incapacità da parte delle istituzioni di innovarsi nella gestione di un patrimonio inestimabile, preferendo piuttosto trincerarsi dietro burocrazia e leggi obsolete, si comprendono i motivi di un immobilismo improduttivo. Ma la sfida dei nostri giorni è proprio questa: far diventare l’arte e i beni culturali uno dei settori più all’avanguardia e redditizi del nostro paese. I manger dell’arte, unendo il pragmatismo alla sensibilità, dovranno stabilire un fil rouge fra  un’oculata e trasparente gestione economica e un’accorta politica di valorizzazione e conservazione. L’arte e la cultura, private del management avranno vita breve. Perché non alimentarle con una ventata di brillanti idee?

 

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